La discografia italiana piange la scomparsa di Sandor Von Mallasz, veterano del settore venuto a mancare all’età di 59 anni dopo una lunga lotta con una malattia. Dopo aver debuttato professionalmente nel 1989 come Promotions Manager presso Warner Music Italy, Von Mallasz è stato tra il ‘95 e il ‘99 Senior Promotions Manager presso Virgin Music Italy: dopo un breve passaggio presso BMG Ricordi tra fine 2000 e inizio 2001 - come Head of Promotions - Von Mallasz è stato, tra il 2000 e il 2001, Head of Marketing & Promotions di V2 Records Italy. Tra gli anni Duemila e la metà del decennio scorso attivo sia come Managing Partner di Tune Fit che come Executive Creative Director di Feedback, dal 2014 Von Mallasz era operativo come Head of Music di Think Louder, occupandosi di licenze di sincronizzazione per realtà internazionali come Kobalt Music Publishing, [PIAS], Believe, Nettwerk Music Group, Position Music e Cooking Vinyl, oltre che per l’italiana Irma Records, supervisione musicale e operazioni di licensing per campagne pubblicitarie, film e produzioni televisive, clearance su diritti musicali, marketing strategico e brand partnership musicali. “E’ stato un discografico di quelli veri, uno tosto, determinato, convinto che ogni progetto che promuoveva era destinato ad avere successo, e si prendeva sulle spalle la responsabilità di far conoscere e apprezzare ogni singolo prodotto”, l’ha ricordato sui propri canali social - “con grande tristezza” - Luca De Gennaro, Dj, autore, radiofonico, critico, giornalista e docente fino alla fine dello scorso anno Vice President Talent & Music, Southern Europe, Turkey and Middle East: “Avevamo discusso aspramente. Sapeva essere un insopportabile rompiscatole, ma lo era per raggiungere il suo obiettivo con ogni mezzo necessario. Quando aveva lasciato la discografia tradizionale per entrare nel mondo indipendente, ne era diventato un vero paladino, e pazientemente mi spiegava cose che non sapevo su edizioni e sincronizzazioni. (...) Sapevamo che si era ammalato, e affrontava la malattia con lo stesso piglio beffardo e di sfida che aveva sul lavoro, come dire ‘Si ma quella non mi frega’. E non ti ha fregato, caro il mio Magiàro (così lo chiamavo). Perché per uno come te, la morte non esiste”. Von Mallasz, insieme a Luca Signorelli e Claudio Cubito, nel 1989 fu co-fondatore della versione italiana del magazine Metal Hammer, nello staff del quale rimase come caporedattore fino al 2005. “Il suo contributo si è esteso ben oltre i confini del metal, ma è proprio nella cultura heavy che ha lasciato un segno indelebile. Non tanto per ciò che ha scritto, quanto per ciò che ha reso possibile: spazi, connessioni, opportunità”, l’ha ricordato, sul proprio sito ufficiale, la testata: “In un’epoca in cui l’industria musicale cambia pelle a velocità vertiginosa, la scomparsa di Sandor Von Mallasz ci ricorda quanto siano fondamentali le figure capaci di vedere oltre il presente, di costruire infrastrutture culturali prima ancora che commerciali. Oggi il metal italiano perde uno dei suoi architetti più discreti. Ma ogni pagina, ogni band raccontata, ogni scena cresciuta negli ultimi trent’anni porta, in qualche modo, anche la sua firma”.