SNEP, ente che rappresenta il settore discografico locale, ha reso noti i dati relativi all’andamento del mercato della musica registrata in Francia nel 2025: il settore, nel suo complesso, è cresciuto del 3,9% su base annua, totalizzando ricavi per 1,07 miliardi di euro. Il dato, pur positivo, segna un rallentamento rispetto al 2023 e al 2024, quando il comparto aveva fatto registrare incrementi nel proprio volume d’affari - sempre su base annua - rispettivamente del 5,1% e del 7%. Lo streaming, sommando i ricavi generati tanto dagli abbonamenti a pagamento che da quelli supportati da pubblicità, è cresciuto del 5,7%, accumulando ricavi per 702 milioni di euro: mentre la fruizione free ha centrato l’obiettivo della crescita a doppia cifra (+12%), il segmento dello streaming video ha fatto registrare una flessione del 2,9%, vedendo i propri ricavi calare a 65 milioni di euro. Il vinile conferma il trend positivo, crescendo del 14,8% e toccando quota - in quanto a entrate - pari a 113 milioni di euro, mentre prosegue la parabola discendente del CD, i cui ricavi nel 2025 sono calati del 2,4% a 89 milioni di euro. Così come in Italia, le sync hanno visto il proprio volume di ricavi rallentare: in Francia, lo scorso anno, il comparto ha conosciuto una contrazione del 3,2%, vedendo le proprie entrate calare a 121 milioni di euro. In calo anche l’export, in flessione dell’8,6% a 148 milioni di euro (dai 162 dell’anno precedente). “Quest'anno celebriamo un decennio di risultati positivi per il mercato discografico francese”, ha spiegato Alexandre Lasch, Direttore Generale di SNEP: “Tra queste buone notizie, uno dei principali motivi di orgoglio è la posizione di rilievo occupata dagli artisti prodotti in Francia, e in particolare dagli artisti emergenti. Questo successo è merito delle nostre etichette discografiche, la cui notevole competenza è supportata da un ambiente favorevole all'assunzione di rischi. Affinché i nostri artisti possano proseguire su questa strada, ora è necessario che le autorità pubbliche incoraggino la nascita di un mercato di licenze volontarie con entità basate sull'intelligenza artificiale".