Per scongiurare la comparsa, sui propri server, di cloni vocali - ovviamente non autorizzati - generati dall’intelligenza artificiale, Spotify ha confermato la prossima introduzione su larga scala di Artist Profile Protection, una nuova funzione dei servizi dedicati agli artisti che permetterà agli artisti stessi di avere controllo sulle opere presentate dai diversi provider alla piattaforma. Più nel dettaglio, il nuovo tool consente agli artisti e ai relativi team “di rivedere, approvare o rifiutare le opere consegnate a Spotify dalla maggior parte dei distributori”, attraverso notifiche via email. Il DSP precisa che l’approvazione sarà richiesta anche per la propria musica e che, in caso di rifiuto o di mancata risposta nei tempi previsti, “l’uscita non sarà elencata né apparirà sul profilo” dell’artista in oggetto. Per evitare blocchi operativi con partner di fiducia, è previsto anche un codice unico da poter condividere con “un fornitore di servizi di fiducia” per far sì che le uscite vadano online senza intoppi. Il servizio, per il momento presentato in una versione beta “molto limitata”, è stato descritto da Spotify come possibile soluzione “a un problema che ha colpito lo streaming per anni”: in passato vittime illustri di episodi di voice cloning non autorizzato sui DSP sono stati, tra gli altri, Tyler, the Creator, Father John Misty e Jeff Tweedy.