Domani, primo aprile 2026, Apple celebrerà i cinquant’anni dalla sua fondazione. La ricorrenza è stata ricordata - oltre che con una serie di speciali eventi musicali dal vivo a New York, Londra, Washington DC, Sydney, Bangkok e Seul - dall’attuale CEO del gigante informativo con quartier generale a Cupertino, California, Tim Cook, con una lettera aperta pubblicata sul network globale Web dell’azienda. “Cinquant’anni fa, una grande idea prese forma in un piccolo garage”, scrive Cook: “Apple è stata fondata sulla base di un concetto semplice quanto radicale per quel periodo: la tecnologia deve essere qualcosa di personale. Un concetto che ha cambiato tutto. Dal nostro primo computer all’introduzione del Mac, dall’iPod all’iPhone, dall’iPad all’Apple Watch e agli AirPods, senza dimenticare tutti i servizi che usiamo ogni giorno, come l’App Store, Apple Music, Apple Pay, iCloud e Apple TV, abbiamo passato cinque decenni a ridefinire i limiti del possibile, per offrire alle persone strumenti davvero potenti”. “In mano vostra, gli strumenti che creiamo hanno migliorato la qualità di tante vite, qualche volta ne hanno anche salvate”, ha proseguito Cook: “Ed è proprio questa la nostra fonte di ispirazione più grande. Ciò che conta davvero sono i vari modi in cui voi sfruttate la tecnologia, al di là di quello che la tecnologia stessa può fare da sola. (...) Sono le vostre idee a motivarci in tutto quel che facciamo. La vostra fiducia ci spinge a dare di più e le vostre storie ci ricordano i traguardi straordinari che si possono raggiungere quando si pensa in modo diverso. Se c’è qualcosa che abbiamo imparato da voi è che le persone folli abbastanza da pensare di poter cambiare il mondo sono quelle che alla fine ci riescono”. Apple fu senza dubbio protagonista della primissima fase della rivoluzione digitale dell’industria musicale, lanciando - nel 2001 - le prime versioni di iTunes e del lettore Mo3 iPod. Dopo aver portato - nel 2004, con la prima release del software di creazione musicale GarageBand - l’editing audio a livello consumer, l’altra grande svolta per l’azienda fu - nel giugno del 2015, il lancio di Apple Music, la piattaforma di streaming musicale che - pur arrivata con 7 anni di ritardo rispetto a Spotify - oggi rappresenta, a livello globale, uno dei primi competitori del DSP lanciato in Svezia nel 2008. L’epopea aziendale di Apple - amplificata presso il pubblico generalista dal film del 2013 “Jobs” sulla figura del co-fondatore della società, Steve Jobs, scomparso nel 2011 - è stata assunta a paradigma per definizione dell’età dell’oro della Silicon Valley, il distretto tecnologico nei pressi di San Francisco che dalla prima metà degli anni Settanta rappresenta il cuore pulsante del comparto digitale statunitense: dal garage citato da Cook nell’incipit del suo messaggio Apple è arrivata a raggiungere una capitalizzazione di mercato superiore ai 3500 miliardi di dollari, pari - più o meno - al prodotto interno lordo della Gran Bretagna nel 2024. Nel 2025 il gruppo ha accumulato ricavi per 416 miliardi di dollari, con un reddito operativo pari a 133 miliardi di dollari. Alla fine dello scorso anno, i due azionisti di riferimento del gruppo erano Vanguard e BlackRock, rispettivamente con il 9,72% e 7,86% delle quote, con tra gli altri - nel ruolo di azionisti di minoranza - State Street Corporation (4,11%), Geode Capital Management (2,44%), Morgan Stanley (1,57%), JPMorgan Chase (1,54%) e Norges Bank (1,31%).