La causa per presunta violazione di copyright intentata dai Twenty One Pilots contro la piattaforma di e-commerce Temu andrà avanti: il tribunale ha respinto la richiesta avanzata dal servizio gestito da PDD Holdings di far archiviare il procedimento, dopo la presentazione di un atto di citazione modificato. Temu aveva sostenuto di non poter essere ritenuta responsabile per eventuali illeciti commessi da venditori terzi; nella nuova versione della querela, al contrario, si afferma che Temu eserciterebbe un controllo molto più ampio sul marketplace, arrivando di fatto a operare come venditore diretto. Tra le contestazioni presentate sono presenti quelle di violazione di marchio, concorrenza sleale, appropriazione indebita di immagine e danni “fino a 2.000.000 di dollari per marchio contraffatto per tipologia di prodotto venduto”. La band di Columbus, Ohio, ha definito Temu un “produttore e rivenditore verticalmente integrato” e “una vera palude di prodotti in violazione e altrimenti illegali”. Lo stesso impianto potrebbe diventare rilevante anche per il contenzioso legato a MF Doom: la causa intentata dagli eredi dello scomparso rapper contro Temu è stata archiviata a dicembre, ma con possibilità di modificare e ripresentare l’atto, che nella sua versione originale accusava la piattaforma di aver “reso disponibili alla vendita “una miriade di articoli da considerare contraffazioni o copie delle opere d’arte, dei prodotti, dei marchi e della proprietà intellettuale” dell’artista. “Temu ribadisce il massimo rispetto per i diritti di proprietà intellettuale e valuta con attenzione ogni segnalazione di presunta violazione", aveva precisato l'azienda, in una nota ufficiale, lo scorso mese di novembre: "Confermando il proprio impegno in tal senso, l’azienda respingerà con decisione accuse prive di fondamento".