Galvanizzati dal verdetto espresso dalla giuria del tribunale di Manhattan, che ha ritenuto Live Nation colpevole di abuso di posizione dominante, alcuni procuratori generali dei 34 stati americani coinvolti nel processo antitrust alla multinazionale californiana del live promoting si sono detti pronti a chiedere quella che la società guidata da Micheal Rapino considera una sorta di pena capitale: la cessione della propria divisione dedicata alla biglietteria, Ticketmaster, ramo aziendale attraverso il quale il colosso con quartier generale a L.A. ha messo in atto il proprio piano di dominio del mercato statunitense. Il procuratore generale del Colorado Phil Weiser ha dichiarato che continuerà a lottare “per spezzare il monopolio [di Live Nation, ndr], ripristinare la concorrenza e restituire denaro agli spettatori dei concerti”. Ancora più esplicito è stato il procuratore generale del Minnesota, Keith Ellison: “Sosterremo con forza durante la fase sulle sanzioni di questo processo che consumatori, artisti e venue hanno bisogno di un aiuto significativo e che i monopoli che rendono possibile questo comportamento devono essere smantellati una volta per tutte”. In un’intervista, la procuratrice generale di New York Letitia James, dalle prime fasi del contenzioso portavoce delle istanze dell’accusa, ha messo in chiaro: “Stiamo cercando una dismissione per separare queste due aziende”. Dal North Carolina, Jeff Jackson ha sottolineato che il caso “passerà ora a una seconda fase in cui il giudice deciderà i rimedi appropriati per spezzare la morsa di Live Nation sull’industria dell’intrattenimento dal vivo e ripristinare la concorrenza”. Anche il Tennessee, con il procuratore generale Jonathan Skrmetti, ha insistito sul punto: “Una giuria ha stabilito che Live Nation e Ticketmaster sono un monopolio illegale: una scissione, quindi, è assolutamente sul tavolo”. Osservatori e parti in causa attendono ora la decisione del giudice al quale è stato affidato il caso, Arun Subramanian: nel caso il presidente della corta respinga due mozioni avanzate dal team legale di Live Nation relative a presunti vizi di forma riscontrati durante il procedimento, il verdetto sarà confermato. A quel punto, alla parte accusatrice - gli stati - spetterà presentare una proposta di risoluzione, che potrebbe includere anche la condanna alla cessione forzata di Ticketmaster da parte di Live Nation. Anche nel caso il giudice accolga la richiesta rendendo esecutivo lo scorporo, l’eventuale (e già annunciato) ricorso dell’azienda alla Corte d’Appello potrebbe rimandare l’effettività del provvedimento (in caso di conferma in tutti i gradi di giudizio) di anni.