Può l’intelligenza artificiale contribuire a rendere più “umano” il settore della musica dal vivo? A esserne profondamente convinto è Sam Altman, co-fondatore (insieme a Elon Musk) e CEO di OpenAI, l’azienda sviluppatrice dell’LLM ChatGPT. L’imprenditore e informatico nato a Chicago nel 1985 ha presentato la scorsa settimana a San Francisco Concert Kit, un nuovo strumento basato su World ID - protocollo elaborato per dare una prova dell’identità umana nel pieno rispetto della privacy individuale - che permette di escludere i bot dalle operazioni di prevendita dei biglietti riservando i tagliandi ai soli umani in carne e ossa. Tramite l’app World ID gli utenti possono scattare una foto del proprio viso: il sistema elabora un codice univoco basato sui dati biometrici personali e crea un codice funzionale al completamento dell’operazione: una volta utilizzato, il codice si distrugge, per garantire la privacy degli utenti. Il nuovo sistema - il cui claim è "I concerti sono per veri fan, non per le macchine" - è stato testato la scorsa settimana in occasione di un evento che ha avuto come protagonisti St. Vincent e Anderson .Paak: al Midway - sempre a San Francisco - sono stati emessi oltre 1000 biglietti ad altrettanti fan “riconosciuti” da Concert Kit (tramite ovviamente World ID) come umani. Artisti e management che vogliano evitare l’assalto dei bot degli speculatori intenzionati a fare razzia di biglietti da destinare al mercato secondario possono destinare - in prevendita - una parte dei tagliandi da riservare al canale dedicato a Concert Kit, che sarà utilizzato dai Thirty Seconds to Mars per alcune tra le prossime date del loro tour europeo e Bruno Mars per una selezione di appuntamenti presente nel calendario del suo nuovo tour mondiale. A livello extra-musicale, tra i servizi che hanno già integrato World ID nella propria offerta figurano Tinder, Zoom, Docusign e Coinbase.