Nell’attesa che il giudice Arun Subramanian si esprima sul verdetto della giuria e sui ricorsi nel processo che ha visto Live Nation essere riconosciuta colpevole di abuso di posizione dominante, il District of Columbia ha multato per 9,9 milioni di dollari la multinazionale californiana e la sua divisione ticketing - Ticketmaster - per pratiche ingannevoli nella determinazione dei prezzi dei biglietti: a rivelarlo, per mezzo di una nota ufficiale dell’Office of the Attorney General locale, è stato il procuratore generale Brian L. Schwalb, che ha specificato come il procedimento sia del tutto scollegato con quello che lo vede - insieme ai colleghi di altri 30 stati federali - schierato dalla parte dell’accusa nel contenzioso antitrust in corso a New York. In base ai termini dell’accordo raggiunto tra le parti, 9,9 milioni andranno al Distretto, e fino a 8,9 milioni potranno essere restituiti ai clienti: i dettagli della procedura di richiesta saranno annunciati “nei prossimi mesi”. L’intesa impone inoltre di mostrare il prezzo pieno (incluse le commissioni obbligatorie) in anticipo e lungo tutto il processo d’acquisto, e di fornire più informazioni su scopo e ripartizione delle commissioni, oltre a mantenere modifiche alle notifiche di inattività che spiegano in modo più accurato il meccanismo di “ticket hold”. "Per almeno un decennio, Live Nation e Ticketmaster hanno incrementato i profitti applicando commissioni occulte e predatorie, approfittandosi dei residenti di Washington D.C. che acquistavano biglietti per il loro artista o squadra preferita e rendendo inaccessibili gli altri a causa dei prezzi elevati", ha dichiarato Schwalb: "Con questo accordo, restituiamo milioni di dollari ai fan e garantiamo che il prezzo che vedono quando iniziano a cercare i biglietti sia il prezzo che effettivamente pagheranno".