La High Court britannica si è espressa a favore di Sony Music nella causa attraverso la quale gli eredi di Noel Redding e Mitch Mitchell, rispettivamente ex bassista e batterista della Jimi Hendrix Experience, hanno rivendicato la titolarità di una quota sui diritti connessi sulle registrazioni che il trio effettuò nel corso degli anni Sessanta. Il tribunale ha respinto le istanze dei querelanti sostenendo che i diritti sulle registrazioni spettassero ai produttori degli album, e non ai musicisti; ieri, martedì 28 aprile, il giudice ha dato ragione all’etichetta, rigettando le richieste in una decisione di 140 pagine e definendo una clausola del contratto di registrazione “chiara e inequivocabile”. “I produttori e i membri della band hanno concordato che i produttori avrebbero avuto il copyright in tutto il mondo sulle registrazioni”, si legge nelle motivazioni della sentenza: “Non c’era alcuna limitazione temporale o territoriale a questo accordo”. Sony Music, tramite un portavoce, ha dichiarato la propria soddisfazione per il fatto che la High Court abbia “confermato l’assenza di violazioni di diritti, e la titolarità (dell’azienda) a sfruttare i diritti del catalogo della Jimi Hendrix Experience”.