Prenderà il via con una cinque giorni a Quiliano, in provincia di Savona, tra i prossimi 9 e 13 giugno, il tour di alta formazione di Officine Mobili, progetto promosso dall’impresa sociale Borghi Artistici rivolto a giovani artisti, aspiranti manager o direttori di comunicazione. La prima tappa del programma, che ha già programmato altre tappe in Emilia Romagna, Abruzzo e Calabria (luglio), Sicilia (settembre) Veneto, Puglia e Basilicata (ottobre), Lombardia, Toscana e Molise (novembre), è stata organizzata dall’Associazione Culturale E20, presieduta da Roberto Grossi. “Ho aderito a questo progetto con entusiasmo, anche perché il mio percorso imprenditoriale è iniziato partecipando, ormai molti anni fa, a una iniziativa simile a questa: si intitolava “Radar” ed era stata ideata e diretta da Franco Zanetti e dall’indimenticabile Massimo Cotto”, ha spiegato Grossi: “In un mondo spesso caratterizzato dall’improvvisazione, avere basi solide è quanto mai necessario”. I tre corsi formativi previsti per la tappa di Quiliano saranno incentrati sulla scrittura cantautoriale (con, nel ruolo di insegnante, Pino Marino, che di volta in volta sarà supportato da Cristina Donà, Niccolò Fabi, Mauro Ermanno Giovanardi, Neri Marcoré o Daniele Silvestri); sul management (diretto dalla manager Teresa Mariano, supportata a seconda delle occasioni da Luca Bernini, Antonella Bubba, Andrea Marco Ricci, Emanuela Teodora Russo o Luca Zannotti); e immagine e comunicazione (con il giornalista e scrittore Massimo Poggini come coordinatore, a turno affiancato da Riccardo Bertoncelli, Renzo Chiesa, Daniele Mignardi, Gigio Rancilio o Franco Zanetti). “In Italia, la situazione generale di comprensione, interazione e condivisione lavorativa dell’arte musicale contemporanea ed in particolare di quella emergente, è ridotta in condizioni non più credibili, non più utile a nessuna delle necessità creative, se non del tutto inesistente”, si legge nel manifesto di Officine Mobili: “L’intera filiera di creazione, produzione e distribuzione indipendente è gravemente a rischio di sopravvivenza, quindi occorre agire e ‘ri-creare’ connessioni reali tra artisti emergenti, artisti affermati, professionisti e giovani che aspirano ad entrare nel mondo del management, della comunicazione e della promozione artistica. Pertanto, occorre creare occasioni di incontro reale e formativo che agevolino le loro aspirazioni. Occorre promuovere e sostenere attività formative pratiche, finalizzate a ‘cucire relazioni’ tra l’artista emergente e le nuove generazioni che aspirano alla gestione manageriale, progettuale e comunicativa del progetto artistico, potenziando in questo modo la nascita di giovani professionisti e maestranze del futuro”.