SNEP, SACEM e altre 79 organizzazioni francesi (insieme a player del settore musicale, sigle cinematografiche e altri esponenti dell'industria creativa) stanno promuovendo una proposta di legge sull’AI che, nei contenziosi civili legati al training, rovescerebbe l’onere della prova verso gli sviluppatori: in sostanza, un modello “colpevole fino a prova contraria”. Le rappresentanze hanno sostenuto il testo con una lettera aperta e anche con una petizione che avrebbe superato le 25.000 firme. Il provvedimento è già passato all’unanimità al Senato a inizio aprile, ma — secondo i promotori — l’Assemblea Nazionale non lo avrebbe ancora inserito all’ordine del giorno. Una parte dei firmatari inquadra la misura come leva per portare i grandi player dell’AI al tavolo di negoziazioni di licenza; al tempo stesso, la stessa logica potrebbe anche aumentare i costi e il rischio regolatorio al punto da spingere alcuni operatori a ridurre la presenza o interrompere l’operatività nel Paese. Nel merito, la formulazione prevede che "fino a prova contraria, in qualsiasi controversia civile, si presume che l’opera o la materia protetta dal diritto d’autore o da un diritto connesso sia stata utilizzata dal fornitore del modello o del sistema di intelligenza artificiale, a condizione che un’indicazione relativa allo sviluppo o alla distribuzione di tale sistema o al risultato generato da esso renda probabile tale utilizzo".