Un cielo piuttosto minaccioso - a Milano, in questi giorni, il clima non è esattamente primaverile - non ha scoraggiato i fan più accaniti di Ligabue, che, già nel tardo pomeriggio, si sono messi in fila davanti ai cancelli dell’Unipol Dome per assistere al battesimo musicale della già Arena Santa Giulia. Pochi metri più in là, dietro una delle tante vetrate che si affacciano sul piazzale che separa l’arena dal parcheggio multipiano, autorità e istituzioni sono impegnate nel taglio del nastro (nella foto, qui sotto) di quella che - oggi - viene considerata una delle venue live più moderne e avanzate (in termini di acustica, ricettività e sostenibilità) a livello europeo. “Già da Sottosegretario alla Cultura mi sono impegnato perché la musica popolare contemporanea fosse riconosciuta ai massimi livelli, compresa la Presidenza della Repubblica”, ha dichiarato il neo-ministro del Turismo Gianmarco Mazzi: “Il mio obiettivo è dare autorevolezza al mondo della musica dal vivo. Un mondo importante anche per il turismo, settore che - indotto compreso - può arrivare a valere il 25% del PIL nazionale. Tra i tanti turismi, quello culturale è uno dei più preziosi: il turismo musicale, una delle tante sottocategorie, è tra quelli di maggior valore, perché frequentato da un pubblico altospendente. Questa arena è splendida, è ho pensato fosse doveroso presenziare alla sua inagurazione”. “Non potevamo mancare, questa arena è splendida: una struttura del genere mancava alla nostra Regione”, ha aggiunto il Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana: “E’ la voglia di fare che caratterizza questa città a renderla attrattiva agli occhi degli investitori, soprattutto in occasione di grandi eventi culturali come questo”. “Siamo tutti felici di essere in un luogo che, nei prossimi anni, impareremo a conoscere bene”, ha dichiarato il Sindaco di Milano Beppe Sala: “Questa arena è in linea con l’immagine e la sostanza che vogliamo dare alla città. Milano sa mettere insieme interessi pubblici e privati: in questo caso, stiamo assistendo a un’evoluzione di un quartiere nella parte sud di Milano, che - sono convinto - nei prossimi anni sarà la porzione della città che si svilupperà di più. Ringrazio CTS Eventim per quello che ritengo un atto di coraggio, ovvero credere in un progetto e riuscire a portarlo a compimento entro i termini previsti. Questa arena, oggi, potrebbe sembrare sovradimensionata, ma in futuro non sarà più così, perché Milano continuerà a essere attrattiva”. “Unipol ha spostato il proprio centro direzionale a Milano, insediandosi in una degli edifici simbolo della nuova skyline della città: non potevamo farci sfuggire l’occasione di mettere il nostro nome su una struttura che in futuro non solo definirà Milano, ma l’intero Paese”, ha spiegato l’AD di Unipol - azienda naming partner della struttura - Carlo Cimbri, prima di cedere la parola a David Chipperfield, architetto che ha firmato il progetto dell’arena. “Ringrazio colleghi e partner: è fantastico vedere l’arena prendere vita e diventare parte di Milano”, ha detto l’archistar in un videomessaggio registrato a New York: “Mi spiace non essere presente. La cosa più importante, per una struttura come l’Unipol Dome, è diventare davvero parte nella ‘nuova’ Milano”. Sull’integrazione con il tessuto urbano ha insistito anche Klaus-Peter Schulenberg, CEO di CTS Eventim. “So che oggi questa arena può sembrare un ufo appena atterrato, ma questa è un’area ad alto potenziale”, ha concluso in numero uno della multinazionale con quartier generale a Brema: “Presto Milano saprà farla diventare parte della città, perché strutture come queste creano sviluppo. Non volevamo costruire semplicemente una nuova arena, ma realizzare qualcosa di speciale per gli artisti e per il pubblico. Qualcosa che potesse dare ai fan quello che oggi chiedono: una venue di qualità, confortevole, e che li faccia sentire i benvenuti. Per quanto ci riguarda, le Olimpiadi sono state solo l’inizio: consideriamo Unipol Dome come il primo passo verso una nuova era dell’intrattenimento dal vivo. E non riesco a pensare a un modo migliore di un concerto come quello al quale assisteremo tra poco, per cominciare”. Quella che ha aperto le porte al pubblico oggi, ha chiarito Schulenberg, non è ancora l’arena nel pieno delle sue potenzialità, almeno per come è stata immaginata in fase di progettazione: le aree esterne e i collegamenti con la rete urbana sono ancora in fase di completamento. I piani prevedono un arrivo all’operatività completa - per quello che è il nucleo della venue, ovvero l’arena e le immediate adiacenze - entro l’autunno di quest’anno. “Siamo felici di avere avuto Unipol a nostro fianco: progetti come questo richiedono partner forti. Ringrazio l’amministrazione di Milano e il governo di Regione Lombardia per il supporto ricevuto. E, ovviamente, il team CTS Eventim e David Chipperfield. Questa è più di un’arena: è una nuova destinazione per la città di Milano, che porterà sviluppo e impatto economico”. Ligabue ha celebrato la serata inaugurale dell’Unipol Dome con live forte di 23 brani in scaletta, impreziosito dalla presenza di diversi ospiti speciali. Il leader dei Negramaro Giuliano Sangiorgi è salito sul palco per un duetto su “Vivo morto o X”, nella prima porzione dello show, mentre Luca Carboni è apparso sotto i riflettori per duettare con l’artista di Correggio su “Sogni di rock’n’roll”. Particolarmente significativa è stata la presenza di Fiorella Mannoia, che - dopo l'esecuzione da parte di Ligabue dell’inedito “Nessuno è di qualcuno”, brano scritto dallo stesso artista e dedicato al tema della violenza sulle donne i cui diritti (al netto dei costi) saranno devoluti alla fondazione Una Nessuna Centomila - ha annunciato un nuovo evento speciale di Una Nessuna Centomila, previsto per il prossimo 21 settembre all’Arena di Verona. Il concerto di Ligabue ha portato Unipol Dome a raggiungere la massima capienza già alla prima serata, con 16mila spettatori distribuiti tra parterre, spalti e skybox riservati ad autorità e biglietti premium. 500 light fixtures hanno illuminato il palco (largo 20 metri e profondo 16 metri), caratterizzato da una passerella lunga 18 metri che ha portato l’artista al centro dell’arena. 13 telecamere hanno ripreso le immagini live proiettate durante il concerto sui tre schermi che hanno fatto da sfondo sul palco, per un totale di 520 metri quadri di ledwall.