Paris Jackson ha ottenuto dalla giustizia americana una decisione favorevole nella disputa con gli esecutori testamentari di suo padre Michael Jackson, John Branca e John McClain, riguardo ad alcuni pagamenti relativi a spese legali. Un giudice di Los Angeles ha stabilito che 625.000 dollari di bonus versati nel 2018 a tre studi esterni — Greenberg Traurig, Saul Ewing e Kinsella Holley Iser Kump Steinsapir — erano impropri e devono essere “restituiti all’asse ereditario”. Nel provvedimento, il giudice Mitchell Beckloff scrive che “sulla base delle prove presentate, gli importi dei bonus pagati appaiono arbitrari — ciò che il signor Branca ha ritenuto appropriato”. Pur riconoscendo che Branca e McClain hanno “fornito servizi eccezionali” agli eredi e trasformato l’eredità “dall’essere sull’orlo della bancarotta (…) alla potenza finanziaria che è oggi”, il tribunale ha ritenuto che i bonus non fossero stati giustificati in modo sufficiente, anche perché gli avvocati erano già stati pagati tramite le normali parcelle. Il giudice ha inoltre vietato futuri bonus di questo tipo senza un ordine del tribunale o il consenso scritto di tutti i beneficiari. In una dichiarazione rilasciata all’edizione americana di Billboard, gli esecutori hanno evidenziato che il giudice “non ha in alcun modo detto che gli esecutori avessero effettuato pagamenti inappropriati a se stessi” e hanno aggiunto: “In definitiva, pur non essendo d’accordo con la decisione, la rispettiamo pienamente e intendiamo andare avanti di conseguenza”. Un portavoce di Paris Jackson ha definito la pronuncia una “vittoria enorme” per la famiglia dello scomparso Re del Pop, sostenendo che potrà portare “finalmente ottenere trasparenza e misure di responsabilità per cui Paris ha lottato”.