Tamber, startup music-tech con sede a Los Angeles, ha lanciato la sua piattaforma di creazione musicale basata completamente sull'intelligenza artificiale. L'operazione è stata possibile grazie ad un round di finanziamento da 5 milioni di dollari, al quale hanno partecipato Adobe Ventures, M13, Rackhouse Venture Capital e una rete di artisti ed investitori privati. La piattaforma si basa su quello che l'azienda definisce "intelligenza sonora", ovvero un insieme di strumenti funzionali allo sviluppo dei flussi di produzione musicale degli artisti, che possono affiancarli senza generare brani finiti. Secondo Tamber, le nuove tecnologie sono state progettate per ampliare e fornire un "boost" alla creatività umana, senza mai sostituirla. La società, infatti, tende a posizionarsi come un'alternativa non generativa all'interno del dibattito sugli strumenti musicali basati sull'AI, lontana dai competitor che hanno scelto di addestrare l'intelligenza artificiale su materiale protetto da copyright. Zoe Wrenn, CEO e fondatrice di Tamber, ha dichiarato: "Ho creato Tamber perché ero stufa di vedere l'industria musicale vendere strumenti che derubano gli artisti e difenderli definendoli progresso". Ha poi concluso, aggiungendo: "Gli artisti non dovrebbero essere costretti a scegliere tra i propri valori e la propria carriera, ma questo è quello che viene loro imposto in questo momento".