Per mezzo di una nota destinata a partner e investitori - e intercettata dall’edizione americana di Billboard - Apple Music ha fatto sapere che i contenuti generati dall’intelligenza artificiale, sulla propria piattaforma, rappresentino meno dell'1% di tutti gli ascolti settimanali sulla piattaforma, e che il 65% delle tracce di questo tipo non abbia ancora ricevuto nemmeno uno stream. "Sebbene l'IA sia un'opportunità incredibilmente entusiasmante che promette di favorire ulteriormente questo obiettivo, riteniamo che la tecnologia debba amplificare gli artisti, non sostituirli", ha spiegato Apple Music, aggiungendo di avere sviluppato una tecnologia interna per identificare i contenuti generati con AI in grado di rimuovere in autonomia opere e account in caso di episodi di manipolazione dello streaming. "A febbraio, abbiamo esplicitamente proibito l'uso dell'intelligenza artificiale in modo fuorviante, evolvendo le nostre politiche di lunga data contro l'impersonificazione, lo spam e i contenuti che creano confusione per i clienti", ha fatto sapere il DSP, nei confronti del quale i principali distributori hanno già iniziato a fornire informazioni sui contenuti generati con AI. Sul fronte antifrode, la piattaforma rivendica di avere escluso oltre 2 miliardi di stream manipolati, reimmettendo quelle royalty nel pool dei pagamenti, e sostiene che "la manipolazione dello streaming rimane sotto lo 0,5% su Apple Music, che è tra i tassi più bassi del settore".