Sony Music ha depositato un nuovo ricorso alla causa contro Udio, chiedendo di estendere l'azione per violazione del copyright a 30.304 opere che, secondo la major, sarebbero state usate e riprodotte senza autorizzazione nel training della piattaforma GenAI. Nel testo, ottenuto da DMN, Sony sostiene di avere ora “chiarezza sulla portata della violazione di Udio” e afferma di aver “identificato centinaia di migliaia” di file audio potenzialmente in violazione attraverso un processo sistematico di matching basato su Audible Magic; per questo, le opere inserite nel ricorso sono state presentate come solo una parte del materiale contestato. La società scrive inoltre di aver scelto di perseguire “l'uso e la riproduzione da parte di Udio di oltre 30mila opere” per mantenere ordinato il procedimento e accelerare la definizione delle questioni centrali. Udio ha contestato la richiesta in una lettera al tribunale, sostenendo che l'ampliamento “farebbe di fatto ripartire da zero la fase istruttoria” su decine di migliaia di opere aggiuntive e su diverse nuove parti, con un possibile “ritardo di molti mesi” anche sulla decisione relativa alla sua difesa fondata sul fair use. La prossima verifica procedurale è fissata per il 10 luglio. A oggi, la major guidata da Rob Stringer è l’unica a non aver chiuso un accordo quadro con l’ex startup fondata nel 2024 da un team di ex ricercatori di Google DeepMind guidato da David Ding: Universal Music e Warner Music hanno infatti siglato accordi con Udio rispettivamente nell’ottobre e nel novembre dello scorso anno.