Cyrille Bolloré, CEO del Bolloré Group, ha fatto sapere di aver esortato Universal Music a respingere l’offerta di acquisizione avanzata da Bill Ackman tramite la propria società di investimento, Pershing Square. Intervenendo all’assemblea annuale degli azionisti, Bolloré ha spiegato di non avere alcun motivo per dare il via libera all’operazione da 64 miliardi progettata da Ackman. “Riteniamo che il prezzo sia assolutamente inaccettabile", ha dichiarato - come riferito da Reuters - Bolloré: "Non sta facendo un'offerta con i suoi soldi. Sono i nostri soldi, i soldi dell'azienda”. Vincent Bolloré, il padre di Cyrille, detiene il 18,51% delle quote di Universal Music a titolo personale, e un altro 13,43% attraverso Vivendi, colosso finanziario del quale possiede poco meno del 30% del capitale: la posizione della famiglia Bolloré espressa dal CEO del gruppo, calcolando il peso della sulla proprietà dell’azienda, è quindi sufficiente a bloccare qualsiasi tentativo di accordo. Al momento, né Ackman né Universal Music hanno commentato ufficialmente le dichiarazione di Bolloré. Per mezzo di una nota ufficiale, la major aveva fatto sapere di non essere intenzionata a rilasciare commenti riguardanti la proposta di Pershing Square fino al completamento della revisione da parte del Consiglio di Amministrazione. La dichiarazione rilasciata in queste ore da Bolloré si discosta da quanto dichiarato da Ackman lo scorso 8 aprile, all’indomani della presentazione della proposta. “Il Gruppo Bolloré controlla il 28% dell'attività. La transazione richiede il voto favorevole dei due terzi degli azionisti. Quindi senza Bolloré, l'operazione non si concretizza”, aveva spiegato Ackman: “La mia prima telefonata di ieri è stata con loro, per condividere una sintesi generale della transazione. E le parole che ho ricevuto in risposta sono state: 'Questa è musica per le nostre orecchie'. Così abbiamo deciso di procedere e lanciare questa presentazione”. La notizia ha ovviamente avuto impatto sull’andamento del titolo di UMG sulla piazza di Amsterdam: dopo aver aperto a 20,18 euro ad azione, all’annuncio della posizione di Bolloré le obbligazioni sono precipitate a 19,68 euro ad azione, per poi assestarsi verso metà giornata a quota 19,84 euro perdendo l’1,76% del proprio valore su base giornaliera. A fine giornata il titolo è stato scambiato a 19,77 euro, il calo del 2,1% rispetto al valore registrato all'apertura delle contrattazioni. (notizia in aggiornamento)