Così come l’anno scorso, l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla filiera creativa è rimasto il tema principale affrontato da Cisac, la confederazione internazionale delle società di autori ed editori, nel proprio rapporto annuale. Il documento - spiega la sigla - “delinea come Cisac e la sua rete globale di società di autori abbiano risposto all'accelerazione dei dibattiti sull'intelligenza artificiale e sul diritto d'autore, portando avanti al contempo le campagne per la remunerazione dei creatori e rafforzando i sistemi di dati globali e l'infrastruttura di gestione dei diritti”. "L'intelligenza artificiale si sta muovendo più velocemente delle regole che proteggono i creatori", ha dichiarato Björn Ulvaeus, co-fondatore degli ABBA e Presidente di Cisac: "Le regole che governano la creatività umana vengono scritte proprio ora. Se la trasparenza e l'equa remunerazione non saranno integrate nei sistemi di AI fin dall'inizio, i creatori di tutto il mondo ne subiranno le conseguenze". Nel corso del periodo 2025-2026, Cisac ha partecipato alle discussioni sulle politiche dell'AI nei mercati internazionali, regionali e nazionali, incluso il lavoro presso la WIPO (OMPI) e l'UNESCO, l'attuazione dell'IA Act dell'UE e le consultazioni legislative in paesi tra cui Regno Unito, Australia, India, Cile e Corea del Sud. "Oggi, la responsabilità nel proteggere la creazione umana non è mai stata così grande, perché le forze che la minacciano non sono mai state così profonde", ha affermato Gadi Oron, Direttore Generale di Cisac: "Il prossimo secolo non sarà definito solo dalla tecnologia, ma dalla nostra determinazione a garantire che la creatività umana rimanga al suo centro". "Il potere del collettivo non è mai stato così importante", ha dichiarato Dean Ormston, CEO di APRA AMCOS e Presidente del Consiglio di Amministrazione di Cisac: "Mentre entriamo nell'era dell'IA, i creatori si aspettano giustamente che le organizzazioni che li rappresentano tengano il passo". Cisac ha chiuso il 2025 con 227 collecting affiliate, in rappresentanza di 111 Paesi e di oltre 5 milioni di creator: come già riferito, nel 2024 la rete di società che curano gli interessi degli aventi diritto ha riscosso un totale di 13,97 miliardi di euro in tutto il mondo, in aumento del 6,6% su base annua. Il 90% del totale del gettito è stato generato dal settore musicale, con il restante 10% diviso tra audiovisivo, grafica, letteratura e teatro. Tra i punti chiave affrontati dal rapporto figurano le attività di tutela messa in campo dall’associazione a beneficio degli artisti riguardanti l’intelligenza artificiale, l’aumento di risorse politiche, studi e linee guida sull'AI per le collecting affiliate, una continua attività di sensibilizzazione sulla copia privata, e il progressivo rafforzamento del sistema ISWC e dei suoi servizi. Il report viene pubblicato in vista della storica Assemblea Generale per il centenario di Cisac, che si terrà a Parigi il 4 giugno 2026. “Riunendo creator, organizzazioni di gestione collettiva, decisori politici e leader del settore da tutto il mondo, l'evento si concentrerà sull'impatto dell'intelligenza artificiale sulla creatività umana, sulla remunerazione dei creatori e sul ruolo del diritto d'autore e della politica culturale nella protezione dei creatori”, ha fatto sapere la confederazione in una nota: “Oltre al discorso programmatico del co-fondatore degli ABBA e Presidente della CISAC Björn Ulvaeus, i relatori confermati per l'Assemblea Generale includono il compositore e interprete Jean-Michel Jarre, il CEO di Deezer Alexis Lanternier, il compositore di colonne sonore Simon Franglen, la MD di Reservoir e Presidente di IMPF Annette Barrett e la CEO di SACEM Cécile Rap-Veber”, oltre che l’economista specializzato in industria musicale Will Page e al membro della Camera dei Lord britannica Kevin Brennan.