Un ponte tra punk - quello vero, “storico” - e pop, ma anche attenzione per le nuove realtà locali e una spiccata propensione alla formazione e alla divulgazione: questo - in estrema sintesi - promette il programma dell’edizione 2026 di Medimex, storica manifestazione promossa da Regione Puglia e Puglia Culture, nell’ambito del progetto Puglia Sounds, che tra i prossimi 17 e 21 giugno 2026 tornerà ad animare Taranto con panel, incontri e i concerti di - tra gli altri - Pet Shop Boys, Suede e Slowdive. “Sarebbe stato più comodo restare sugli stessi temi, cambiando soltanto il titolo dei panel e invitando ogni anno le stesse persone”, spiega a Rockol MusicBiz Cesare Veronico, storico Coordinatore Artistico della rassegna: “Ma il rischio è quello di costruire eventi che finiscono per assomigliare sempre a sé stessi. La sperimentazione - che ha sempre fatto parte del nostro DNA, e nella quale abbiamo sempre creduto - comporta dei rischi, ma è anche ciò che permette di generare nuova energia. Non a caso, ogni Medimex è stato diverso dal precedente. Abbiamo sempre cercato di percorrere strade nuove senza adagiarci su formule già collaudate. Questo richiede molto lavoro, ma rappresenta anche una forte motivazione per tutto il gruppo”. Il rischio di affidarsi a schemi consolidati è quello di rendere le music conference un format trito, non più in grado di stabilire un legame autentico né con la platea né tantomeno con gli operatori del settore. “Molte iniziative, effettivamente, stanno perdendo attrattività”, riflette Veronico: “Al di là delle grandi manifestazioni europee, i numeri iniziano a calare. Per questo abbiamo scelto di lavorare su progetti concreti, che producano effetti reali sul percorso artistico dei musicisti coinvolti”. Perché la concretezza è, da anni, il mantra di Veronico. “Abbiamo visto artisti partire dagli showcase del Medimex, arrivare a manifestazioni come Eurosonic e poi salire sul nostro main stage”, dice, lasciando parlare i fatti: “E’ successo, ad esempio, con Kyoto e con altri progetti che abbiamo seguito nel loro percorso di crescita. A noi interessano le azioni concrete e le conseguenze che queste generano”. Merito di un legame sempre più saldo tra Medimex e le reti di organizzatori nazionali e internazionali, grazie al quale - secondo Veronico - è stato chiuso un cerchio: “A confermarlo sono i risultati: per diversi artisti, scoperti proprio qui, quello sul main stage del festival è stato più un ritorno che un debutto”. Riguardo invece gli approfondimenti di carattere monografico, emerge chiaramente la preferenza di lasciare spazio alle testimonianze dirette. “Non ci limitiamo a raccontare la storia”, spiega Veronico: “Certo, parleremo di luoghi simbolo come il CBGB e di fenomeni culturali che hanno segnato la musica contemporanea, ma vogliamo anche analizzare i nuovi linguaggi e le nuove tendenze. Lo faremo insieme ad artisti e professionisti che viaggiano costantemente tra Europa e Stati Uniti e che possono offrire uno sguardo diretto su ciò che sta accadendo oggi. Perché quando si invitano personalità come Eugene Hütz, Kid Congo Powers o Sam Yaffa non si porta soltanto esperienza e competenza, ma persone che hanno vissuto in prima persona determinate scene musicali e che possono raccontare non solo ciò che è accaduto, ma anche ciò che sta accadendo adesso”. Uno degli obiettivi principali di Medimex resta quello della formazione di nuovi professionisti: tra le novità di quest'anno spicca Hip Hop Lab, un progetto pensato per avvicinare le nuove generazioni ai percorsi formativi e professionali legati alla musica. “Dai songwriting camp ai percorsi per produttori, autori e compositori di colonne sonore, le iniziative rivolte alla formazione rappresentano per noi una motivazione importantissima a continuare nella nostra missione”, assicura Veronico: “Fin dall'avvio della Scuola dei Mestieri della Musica immaginavamo attività stabili, diffuse sul territorio e possibilmente itineranti nelle diverse province pugliesi. Per molti anni abbiamo lavorato con finanziamenti annuali o con fondi provenienti da programmi europei: questo rendeva difficile pianificare attività strutturate nel lungo periodo. Dal 2027, grazie alla nuova programmazione, sarà possibile immaginare percorsi più stabili”. Perché il tema del ricambio generazionale all’interno dell’industria musicale, per Veronico, resta un tema dirimente. “E’ un tema del quale parliamo da almeno dieci anni”, conclude il Coordinatore Artistico di Medimex: “Per questo abbiamo introdotto bandi distinti per artisti emergenti e artisti già strutturati. Prima i più giovani si trovavano a competere con realtà che avevano curriculum molto più forti e inevitabilmente partivano svantaggiati. Separando i percorsi siamo riusciti a offrire opportunità più concrete alle nuove generazioni”.