26 sigle rappresentanti diversi anelli della filiera industria musicale - tra le altre, IMPF, Impala, Yourope, LiveDMA e Gesac - hanno sottoscritto un documento congiunto per esprimere il proprio apprezzamento nei confronti della bozza di AgoraEU, nuovo programma integrato proposto dalla Commissione Europea per il bilancio 2028-2034 - con una dotazione prevista di circa 9 miliardi di euro - dedicato a cultura, media e diritti civili. “Il filone tematico Cultura - Musica proposto rappresenta un significativo passo avanti e risponde a una richiesta di lunga data del settore per un sostegno mirato che rifletta il peso economico, culturale e sociale della musica, nonché la sua struttura e le sue sfide specifiche”, si legge nella nota: “La relazione individua giustamente diverse priorità chiave: la necessità di rafforzare la sostenibilità, la competitività e l'indipendenza del settore musicale; l'importanza di un Osservatorio europeo della musica; le sfide della concentrazione del mercato, delle piattaforme digitali e dell'intelligenza artificiale; la necessità di dare priorità alla creatività umana e di migliorare le condizioni di lavoro, la giusta remunerazione e la protezione sociale per artisti e professionisti del settore culturale e creativo; e questioni strategiche relative alla visibilità, all'accesso ai finanziamenti, alla diversità, all'inclusione e alla circolazione transfrontaliera”. “Perché questi progressi siano significativi, al riconoscimento devono corrispondere investimenti”, proseguono le associazioni, che già lo scorso febbraio avevano chiesto alla Commissione un incremento dei finanziamenti dedicati al settore musica: “La destinazione del 15% dei fondi stanziati per i filoni Cultura – Europa Creativa, Cultura – Musica e Cultura – Media alla musica, come proposto nella bozza di relazione, rappresenta un traguardo essenziale e un punto di partenza positivo. Tuttavia, se AgoraEU vuole contribuire alla crescita, alla diffusione e alla competitività internazionale della musica europea, questo deve essere considerato un punto di partenza, non un limite massimo”. “Il dialogo strutturato con il settore dovrebbe essere al centro del programma dedicato alla musica, con l' Osservatorio europeo della musica e le future attività di raccolta dati che forniranno informazioni dirette sulle politiche, la progettazione dei programmi e i bandi annuali”, conclude il comunicato: “Ciò contribuirà a garantire che AgoraEU continui a rispondere alle reali esigenze del settore musicale. (...) Chiediamo alle istituzioni dell'UE di consolidare i progressi compiuti durante i negoziati e di garantire che il settore musicale disponga dei finanziamenti, del dialogo settoriale e degli strumenti pratici necessari per fornire un sostegno a lungo termine”.