Universal Music Group starebbe preparando un’emissione obbligazionaria da 1 miliardo di euro: secondo quanto riportato da Bloomberg, il lancio dell’operazione sarebbe atteso nei prossimi giorni, nell’ambito degli sforzi del gruppo per rafforzare la propria posizione finanziaria. L’operazione arriverebbe in una fase particolarmente movimentata per UMG. Nei giorni scorsi la major ha annunciato il riacquisto di 14.156.285 azioni ordinarie da fondi Pershing Square, a un prezzo di 17,66 euro per azione, per un controvalore complessivo di circa 250 milioni di euro. Il buyback è avvenuto a ridosso dell’uscita di Pershing Square dall’azionariato di Universal Music, dopo il rigetto della proposta non sollecitata avanzata da Bill Ackman per rilevare il gruppo. Secondo Reuters, la proposta di Pershing Square valutava UMG circa 55,75 miliardi di euro, pari a circa 64 miliardi di dollari, ed è stata respinta dal board della società perché ritenuta non rappresentativa del valore della major. Sempre Reuters ha riportato che Pershing Square puntava a cedere circa 80,6 milioni di azioni UMG attraverso un collocamento overnight, chiudendo così una partecipazione iniziata quasi cinque anni fa. Tornando all'indiscrezione di Bloomberg, Universal Music starebbe sondando il mercato obbligazionario con una struttura in due tranche da 500 milioni di euro ciascuna, con scadenze previste a 4 e 10 anni. L’operazione dovrebbe essere coordinata a livello globale da BNP Paribas e Crédit Agricole CIB, con IMI-Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Mizuho, Morgan Stanley, Banco Santander e Société Générale tra gli active bookrunner. Il possibile collocamento potrebbe attirare l’interesse degli investitori anche grazie al peso di UMG nel mercato musicale globale e alla diversificazione dei suoi ricavi. Sempre secondo le ricostruzioni del settimanale finanziario statunitense, il gruppo avrebbe un bridge loan da 1 miliardo di euro contratto all’inizio del 2026 e in scadenza a fine luglio, oltre a un bond da 500 milioni di euro in scadenza nel 2027. UMG risulta inoltre valutata Baa1 da Moody’s e BBB+ da S&P Global Ratings. Il punto, dunque, non sembra essere una necessità straordinaria di cassa, quanto una gestione attiva della struttura finanziaria. UMG non appare sotto stress operativo: nel 2025 ha riportato ricavi per 12,5 miliardi di euro, in crescita dell’8,7% a cambi costanti, e a fine anno aveva un leverage netto di 0,9x. Il leverage netto misura il rapporto tra debito netto ed EBITDA: in termini semplici, indica quante volte il debito netto pesa rispetto alla capacità annua dell’azienda di generare margine operativo. Un livello pari a 0,9x segnala un indebitamento contenuto rispetto alla dimensione economica del gruppo. Il tema non è, quindi, ottenere liquidità per supportare un core business affaticato, ma ordinare più partite contemporaneamente: rifinanziare scadenze, assorbire il passaggio Pershing/Ackman e mantenere munizioni per buyback, capitale e investimenti. Ricordando che il buyback giova al corso dell'azione quotata. In questo senso, il ricorso al mercato obbligazionario permetterebbe alla major di trasformare esigenze finanziarie ravvicinate in debito a più lunga scadenza, distribuendo il peso su un orizzonte temporale più ampio e preservando al tempo stesso la capacità di muoversi sul capitale. In controluce, la mossa si inserisce anche in un clima di mercato più ampio: molte grandi società tecnologiche stanno tornando con forza sul mercato del debito per finanziare la corsa all’AI, ai data center e all’infrastruttura cloud. In quelle circostanze, però, il tema è soprattutto la dimensione futura degli investimenti e la capacità di trasformarli in ritorni adeguati; non a caso una parte della comunità finanziaria, soprattutto sul fronte obbligazionario, guarda alla nuova ondata di debito con maggiore cautela rispetto all’entusiasmo dei mercati azionari. UMG gioca una partita solo indirettamente paragonabile: non finanzia una scommessa infrastrutturale di scala incerta, ma sembra cercare una struttura del capitale più ordinata e flessibile dopo l’uscita di un azionista rilevante e in vista delle prossime scadenze.