Cos’è e chi è un artista emergente, oggi? Parte da questa domanda la nuova edizione del progetto RADAR, una delle iniziative centrali di Spotify: la sesta edizione e i sei nomi della nuova “classe” sono stati presentati oggi a Milano nell’hub della piattaforma. È stata soprattutto l’occasione per tracciare un bilancio del progetto, che in Italia ha debuttato nel 2020, per intervenire sullo sviluppo di nuovi talenti, sostenendo il lavoro di etichette e management. Secondo i dati diffusi da Spotify e presentati oggi da Adelechiara Nicoletti, Head of Artist and Label Partnership Sud ed Est Europa di Spotify, gli artisti inseriti in RADAR registrano mediamente, a un anno dall’ingresso nel programma, una crescita del 700% degli ascoltatori mensili. Oltre 11 milioni di utenti hanno scoperto artisti RADAR attraverso le playlist editoriali della piattaforma, mentre il numero dei follower cresce in media del 540%. Spotify segnala che gli inserimenti nelle playlist create dagli utenti triplicano nel giro di dodici mesi: da circa 5 milioni prima dell’ingresso nel programma a 15 milioni nell’anno successivo. Anche la dimensione internazionale mostra una crescita significativa: gli artisti coinvolti raggiungono mediamente 38 Paesi in più dopo un anno e 57 Paesi in più a tre anni dall’ingresso nel progetto. “Dietro i numeri e le classifiche c’è sempre una visione artistica che ha bisogno di essere supportata e coltivata”, spiega Nicoletti. “Il vero valore di RADAR risiede nel lavoro di squadra che facciamo quotidianamente con questi giovani artisti e i loro team. Mettiamo a disposizione le nostre risorse editoriali e strategiche non solo per amplificare la loro musica, ma per costruire un percorso condiviso. Vederli trasformare la loro unicità in una carriera solida è il vero successo del programma”. Da qui, spiegano a Spotify, la trasformazione del progetto da vetrina promozionale a uno strumento di sviluppo artistico più strutturato, proprio perché oggi l’idea di artista emergente presuppone un progetto già avviato e strutturato. Le direttrici individuate dalla piattaforma sono tre: distribuzione del valore nel tempo, supporto su misura e maggiore profondità narrativa. La nuova classe 2026 è composta in parte da nomi già noti a pubblico e addetti ai lavori come Angelica Bove (Premio della Critica a Sanremo Giovani), Faccianuvola, Sara Gioielli, prima stanza a destra, Visino Bianco ed Emili Kasa, con scelte che spaziano dal cantautorato all’elettronica, dall’urban alla fusione tra pop e radici.