In occasione dell’annuale riunione della National Music Publishers’ Association, tenutasi ieri, giugno, il presidente e CEO della sigla che rappresenta gli editori musicali statunitensi David Israelite ha annunciato la firma dei primi accordi di licenza in materia di intelligenza artificiale con Udio e Klay, che saranno estesi all’intero mercato per gli editori membri. “Fare causa ai cattivi player dell'AI e concedere licenze ai partner ‘buoni’ non è in conflitto”, ha detto Israelite: “Le opere sono importanti quanto - se non più - delle incisioni, quando si parla di intelligenza artificiale. A partire dal prossimo lunedì, i nostri associati avranno l'opportunità di prendere in considerazione e aderire a questo accordo rivoluzionario”. Secondo la NMPA gli accordi negoziati e finalizzati nel corso dell’ultimo anno, inclusi quelli sull’AI, hanno portato alla distribuzione di circa 110 milioni di dollari ai membri. Israelite ha definito l’intesa con Udio il primo accordo di licenza su scala industriale con una grande azienda di AI. Sul fronte Klay, NMPA ha sottolineato che la società è tra le poche ad aver ottenuto licenze prima del lancio della piattaforma: il suo Large Music Model sarà addestrato interamente su musica licenziata e l’accordo con NMPA partirà più tardi quest’estate. Israelite ha anche avvertito che le frodi nello streaming vengono amplificate in modo esponenziale dall’AI e ha annunciato un AI Songs Summit a Nashville in autunno, con editori, PRO e gruppi di autori per creare un allineamento di settore. “Le sfide poste dall’intelligenza artificiale sono enormi e in evoluzione”, ha concluso Israelite, promettendo che “la grande musica non sarà mai prodotta in massa dalle macchine”.