Federico Paolo Cirillo, dal 2022 Label Director di Island Records Italy, non è più parte dello staff di Universal Music Italia: a confermarlo è la stessa filiale italiana della major per mezzo di una nota ufficiale inviata nella mattina di oggi, lunedì 15 giugno. "Universal Music Italia e Federico Paolo Cirillo comunicano che Federico ha cessato il proprio incarico dopo un percorso iniziato nel 2015 e proseguito negli ultimi quattro anni alla guida di Island Records Italy", si legge nel comunicato diramato dalla major. "Nel corso della sua esperienza in Universal, Federico ha contribuito allo sviluppo di alcuni tra i progetti più rilevanti della discografia italiana recente", ha proseguito l'azienda: "Il suo lavoro ha accompagnato il successo, la crescita e il consolidamento di artisti del calibro di Lazza, Ernia, Mahmood, Rkomi e Tony Effe per citarne alcuni, oltre al lancio di nuovi progetti come, ad esempio, Samurai Jay". Al momento non è stata resa nota l'identità di chi gli succederà nel ruolo di Label Director di Island Records Italy. Diplomato in Audio Engineering al SAE Institute di Milano e laureato in Scienze Politiche e Management Pubblico all’Università Statale, sempre a Milano, Cirillo ha mosso i primi passi nella discografia come titolare e A&R della indie Gold Nite Records, attiva tra il 2011 e il 2014. Il suo ingresso in Universal Music Italia risale al 2015, come Dance Dept. Manager e A&R. Nel 2018 viene nominato A&R manager di Island Records, uno dei brand frontline di Universal Music, della quale - a inizio 2021 - diventa Head of A&R. Nel giugno del 2022 viene nominato Label Director dopo l’uscita dallo staff di UMG Italia di Jacopo Pesce, riportando direttamente ad Alessandro Massara, Director di Universal Music Group Italia. "Non abbiamo mai amato le etichette, perché quello che abbiamo sempre cercato di fare, qui, è lavorare sulle canzoni, a prescindere dal genere", aveva spiegato Cirillo a MusicBiz nel maggio del 2025, parlando del ruolo di Island Records sul panorama urban italiano: "In questo momento, una parte del mercato ha fatto emergere, in modo inequivocabile, la necessità di tornare a una forma canzone più “completa”, soprattutto dal punto di vista testuale. Island - storicamente - anche sul versante urban ha avuto artisti che sono sempre stati anche grandi autori. Quindi siamo ancora più stimolati a spingerci in altre direzioni, nello specifico da una parte l’r’n’b e il soul, quindi verso una forma di canzone fresca, che in Italia ha già delle radici ma, oggi, ha pochi spazi, e dall’altro l’indie / alternative, dove ci sono delle idee, degli interpreti e degli autori incredibili, che tuttavia non hanno ancora ricevuto l’attenzione che meritano".