L’autorità garante della concorrenza degli Stati Uniti ha approvato la fusione di BMG con Concord: a riferirlo è l’agenzia Reuters. Secondo quanto trapelato, la transazione prevede un pagamento in contanti e in azioni, assegnando a Bertelsmann - società madre di BMG, con sede legale e operativa in Germania - una quota di maggioranza pari al 67% della società risultante dalla fusione, lasciando agli azionisti di Concord (con base a Nashville) una quota del 33% e un pagamento una tantum in contanti di 1,16 miliardi di dollari. "Sono ancora in sospeso ulteriori approvazioni normative in altri Paesi”, ha fatto sapere il gruppo tedesco a Reuters: “Bertelsmann continua a prevedere che la transazione si concluderà nel quarto trimestre del 2026". Il Bundeskartellamt, l’autorità tedesca regolatrice del mercato, ha già ufficialmente dato il proprio placet all’operazione. "La fusione tra BMG e Concord creerà una delle più grandi case discografiche al mondo”, ha dichiarato Andreas Mundt, Presidente del Bundeskartellamt: “Ciò rafforzerà la posizione di Bertelsmann nel settore musicale, dal quale si era in gran parte ritirata una ventina d'anni fa. Nei mercati interessati, la joint venture dovrà affrontare una concorrenza particolarmente agguerrita da parte di case discografiche che, in alcuni casi, sono anche considerevolmente più grandi, come Universal Music, Sony Music e Warner Music. Di conseguenza, il progetto ha potuto essere approvato nonostante le sue notevoli dimensioni”. “Il Bundeskartellamt ha esaminato gli effetti del progetto, in particolare sull'editoria musicale e sulla produzione musicale, nonché sui potenziali settori di attività specifici, soprattutto in quest'ultimo ambito”, ha chiarito in una nota l’antitrust tedesca: “Nella sua valutazione, l'autorità ha tenuto conto in particolare della crescente importanza del settore dei cataloghi, in espansione soprattutto grazie ai nuovi canali di distribuzione digitale legati allo streaming musicale. Nel complesso, non si prevede che il progetto ostacoli in modo significativo la concorrenza”.