A cinque mesi dalla decisione del Fifth Circuit che aveva riconosciuto a Cyril Vetter la possibilità di recuperare anche i diritti internazionali della sua opera, le major della discografia e del publishing - UMG, SME, WMG e BMG - hanno deciso di portare la vicenda davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti, secondo quanto emerge da un’anticipazione di Billboard. L’obiettivo è ottenere il ribaltamento di una sentenza che, se confermata, potrebbe mettere in discussione uno degli assunti su cui si fondano da decenni il mercato dei cataloghi e molte operazioni miliardarie concluse negli ultimi anni. La mossa è stata resa possibile attraverso un passaggio insolito. Nello scorso marzo Universal Music Publishing, Sony Music Publishing, Warner Chappell e BMG hanno acquisito la partecipazione detenuta da Robert Resnik nel contenzioso relativo a “Double Shot (Of My Baby’s Love)”, assumendo così il controllo della causa e la possibilità di presentare ricorso alla Supreme Court. Dietro la scelta c’è la convinzione che la decisione del Fifth Circuit rappresenti una minaccia ben più ampia del singolo caso e che la questione coincida con una delle più importanti controversie sul copyright musicale degli ultimi decenni. Secondo l’interpretazione adottata a gennaio, i diritti di “termination” previsti dal Copyright Act potrebbero consentire agli autori di recuperare non solo i diritti statunitensi ma anche quelli sfruttati all’estero. Per le major e gli editori questa lettura contrasta con una lunga prassi secondo cui i rapporti giuridici relativi ai diversi territori continuano a essere disciplinati dalle rispettive legislazioni nazionali. La preoccupazione è che una norma federale americana finisca per produrre effetti su asset e contratti che coinvolgono più giurisdizioni.