L’ex Twitter X Corp. ha chiesto al tribunale di archiviare la causa per violazione del copyright avviata da un gruppo di editori musicali, tra cui BMG e Concord Music Group, sostenendo che la denuncia modificata non soddisfi gli standard più severi richiesti per dimostrare l’“istigazione” dopo la decisione della Corte Suprema nella vertenza tra Cox e Sony. Secondo la piattaforma, dopo 18 mesi di indagini gli editori non hanno trovato la prova decisiva, e anche un tweet di Elon Musk citato nella causa sarebbe stato estrapolato dal contesto: per X non incoraggiava la violazione, ma criticava la legge e il modo in cui i publisher la fanno valere. Nella stessa controversia, il giudice aveva già respinto le contestazioni di violazione diretta e vicaria, lasciando in piedi solo una parte della domanda di concorso nella violazione, da riformulare secondo il nuovo standard. Lo scontro si inserisce nel contenzioso più ampio aperto dalla controquerela antitrust di X contro NMPA e decine di editori, accusati di avere coordinato pressioni per imporre licenze estese a condizioni che la piattaforma definisce eccessive. Nella denuncia di gennaio, X richiama una email del 2021 che David Israelite avrebbe inviato per conto di “tutti gli editori musicali”, minacciando “un programma massiccio” di richieste di takedown per presunte violazioni “su una scala più ampia di qualsiasi sforzo precedente nella storia”. Da parte sua, Israelite ha replicato: “Sosteniamo che X si sia resa responsabile di violazione del copyright per anni”, definendo la causa della piattaforma un tentativo in malafede di distrarre dal diritto di editori e autori a contrastare l’uso illegale delle loro canzoni.