Dopo un periodo turbolento risoltosi grazie a un intenso - e proficuo - dialogo con le autorità locali, Spotify ha finalmente aperto i propri uffici a Istanbul, in Turchia. La nuova sede fungerà da hub per le attività della società nel Paese, con l'obiettivo di “sostenere artisti, creator e partner e di rafforzare l'ecosistema musicale locale”. Per la piattaforma, l'espansione in Turchia rientra in una strategia più ampia di presidio dei mercati regionali in forte crescita nei consumi musicali: in particolare, le produzioni musicali locali, sul servizio svedese, hanno già superato a livello globale i 294 miliardi di stream complessivi. "Consideriamo la decisione di Spotify di incrementare la propria presenza e i propri investimenti in Turchia come una dimostrazione della fiducia che ripone in questo Paese e nella nostra musica", ha dichiarato Erkin Yılmaz, Direttore Generale delle Royalties presso il Ministero della Cultura e del Turismo: “Come Ministero, sosteniamo con tutto il cuore tutti gli investimenti nell'economia musicale e culturale della Turchia, compresa la diffusione di progetti locali che mettano in risalto i nostri artisti e le iniziative promozionali specifiche a loro dedicate”. "La Turchia è uno dei mercati musicali più vivaci dal punto di vista culturale e più dinamici a livello commerciale al mondo, e vediamo enormi opportunità per il futuro", ha aggiunto Akshat Harbola, Managing Director di Spotify per la regione del Medio Oriente: “La nostra nuova sede di Istanbul riflette il nostro impegno a lungo termine nei confronti della Turchia : dei suoi artisti, della sua industria musicale e dei suoi appassionati di musica, nonché la nostra fiducia nel ruolo che Spotify svolge nel connettere la musica turca al mondo”.