L’improvviso accordo extragiudiziale raggiunto da Live Nation e il Dipartimento di Giustizia ad appena una settimana dall’inizio del processo per sospetto abuso di posizione dominante a carico della multinazionale con sede a Los Angeles fu preceduto non solo da diversi incontri tra lo staff dell’azienda e rappresentanti del DoJ, ma anche da un incontro di persona tra Michael Rapino, Presidente e CEO di Live Nation, e il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump: a confermarlo sono stati alcuni documenti legali diffusi dalla stessa Live Nation nell’ambito delle procedure previste dall’Antitrust Procedures and Penalties Act, e ottenuti da DMN. Le carte non indicano che il presidente abbia negoziato direttamente i termini dell’accordo, ma descrivono una rete di contatti fra la società e rappresentanti federali tra febbraio 2025 e il 4 marzo 2026, inclusi il DOJ, in particolare la divisione Antitrust, e l’ufficio del Consigliere della Casa Bianca, David Warrington. In uno dei documenti si legge che “tra febbraio e giugno 2025, i rappresentanti di [Live Nation] […] hanno cercato di aprire discussioni per un accordo con la Divisione”. Live Nation aggiunge che in febbraio Rapino “ha discusso una varietà di argomenti relativi all'attività di Live Nation con il presidente Donald J. Trump” e che “lo stato della causa del DOJ contro [Live Nation] è emerso, ma non sono stati discussi termini sostanziali riguardo a un possibile accordo”. Secondo la ricostruzione, la società ha parlato di una possibile intesa prima con il DOJ e poi con l’ufficio legale della Casa Bianca, mentre la Assistant Attorney General Gail Slater ha lasciato l’incarico in febbraio. Il processo è iniziato in marzo, ma il DOJ ha chiuso con Live Nation dopo pochi giorni, sorprendendo gli stati querelanti, il giudice e, secondo le sue osservazioni, anche i legali di Live Nation presenti in aula ma non coinvolti nelle trattative. L’accordo è stato criticato da diversi parlamentari, mentre Rapino lo ha definito “un passo importante nel migliorare l’esperienza dei concerti per artisti e fan”. In seguito, più di 30 stati e Washington, D.C., hanno proseguito autonomamente il processo, lo hanno vinto e continuano a chiedere la separazione di Live Nation e Ticketmaster. Al momento, è attesa una pronuncia da parte del tribunale in merito ai provvedimenti da adottare.