Con una modifica approvata appositamente dall'Assemblea Generale dell'EBU, l'unione delle radiotelevisioni pubbliche europee si appresta a una svolta storica e si apre a nuove latitudini, ammettendo CBC e Radio Canada (la tv e radio pubblica canadese) nella storica organizzazione. Finora i broadcaster pubblici a cui era concesso far parte dell'EBU erano solo quelli di paesi dell'area geografica europea, del bacino del Mediterraneo (come Israele o la Turchia) o membri del Consiglio d'Europa (come le nazioni del Caucaso e la Russia, al momento sospesa dopo l'invasione dell'Ucraina). La modifica apportata permetterà ora ai paesi extraeuropei di entrare nella European Broadcasting Union a patto di avere un servizio pubblico conforme ai principi fondamentali del Consiglio d’Europa, e soprattutto di avere lo status di osservatore ufficiale presso il Consiglio d’Europa. Il Canada soddisfa entrambi i requisiti, e con il suo ingresso nell'EBU non avrà bisogno di un invito per partecipare alla prossima edizione dell’Eurovision Song Contest, cosa che probabilmente è uno dei motivi principali che ha spinto CBC ad aderire al consorzio. Finora l'unica nazione geograficamente aliena ammessa a Eurovision in maniera continuativa era l'Australia, in cui la manifestazione è molto seguita, ma il suo status è frutto di un invito speciale che viene rinnovato ogni anno dal 2015. Anche il Canada, in qualità di membro associato dell'EBU, in passato aveva partecipato ad alcune edizioni (più precisamente dal 1987 al 1989), e da tempo si parlava di un suo possibile ritorno, visto che il concorso è particolarmente apprezzato dagli immigrati europei di seconda generazione. Questa mossa è una vittoria per tutti: per il governo di Ottawa, che fa così felici i suoi telespettatori, e per la European Broadcasting Union, che deve far fronte al ritiro dal concorso di parecchi paesi storici per protesta contro la presenza di Israele in gara.