La controllata di Winamp Group Jamendo Music ha depositato una causa contro Suno presso un tribunale federale del Massachusetts, sostenendo che la società di AI abbia utilizzato senza autorizzazione contenuti musicali e dati associati gestiti da Jamendo per addestrare la propria tecnologia. Il deposito, presentato lunedì sera, è separato ma vicino per impostazione al ricorso avviato pochi giorni prima contro Nvidia, e comprende contestazioni per violazione del copyright, inadempimento contrattuale e ingiustificato arricchimento, oltre alla richiesta di danni economici e misure inibitorie; secondo la società, il Copyright Act statunitense prevede fino a 30.000 dollari per ciascuna opera violata e fino a 150.000 in caso di violazione volontaria. “La presentazione di questa denuncia rappresenta un altro passo importante nell'impegno di Jamendo a tutelare i diritti degli artisti in un contesto in cui l'intelligenza artificiale sta trasformando l'industria musicale”, ha dichiarato Alexandre Saboundjian, Amministratore Delegato di Winamp Group: “Crediamo che innovazione e rispetto della proprietà intellettuale debbano andare di pari passo per garantire un ecosistema sostenibile per i creatori, i titolari dei diritti e le aziende che sviluppano le tecnologie del futuro”. L’azione legale incentrata sul “training selvaggio” da parte di un’azienda di GenAI arriva a poche ore dalla presa di posizione pubblica, sul tema, di Google: secondo il gigante informatico californiano utilizzare dati pubblicamente accessibili sul Web per l’”addestramento” di modelli di intelligenza artificiale generativa sarebbe lecito, almeno quanto “uno studente d'arte che trae ispirazione visitando un museo”.