E’ stato decisamente più di un semplice rinnovo delle cariche sociali quello annunciato lo scorso 23 giugno dalla principale associazione di categoria di discografici indipendenti italiani: con il passaggio di consegne tra Mario Limongelli e Dario Giovannini (nella foto), PMI chiude un ciclo iniziato nel 2005, inaugurando una nuova fase caratterizzata da un approccio più olistico e pragmatico con la community off major tricolore, e riposizionandosi come player industriale e istituzionale di primaria importanza. I nuovi vertici, innanzitutto parlano di una visione sempre meno manichea e più organica del mercato, alla quale il neo-presidente Giovannini, del resto, ha sempre creduto. E lo sguardo all’estero - ulteriormente rafforzato dall’impegno di Guendalina Gramitto Ricci, COO di Edizioni Curci e Label Coordinator di Carosello Records, presente nel board di Impala al fianco di Francesca Trainini, che dell’associazione di etichette indipendenti è President - racconta di ambizioni concrete che vanno ben oltre i confini nazionali. Da incastrare, come ha spiegato a Rockol lo stesso Giovannini, in un’agenda già ricchissima di progetti, che spaziano da uno studio di settore alla collaborazione con le istituzioni per una Music Commission lombarda… Un anno fa parlavamo dei vent’anni di PMI e dell'apertura di un nuovo ciclo. Eccoci qui… Sì, siamo arrivati a questo nuovo ciclo dopo vent'anni di lavoro straordinario svolto dal presidente Mario Limongelli e da tutte le figure che hanno fondato PMI nel 2005. Mi fa piacere ricordare, oltre a Mario, anche Massimo Benini e Toni Verona, oltre che Mauro Farina e Giuliano Saglia, che ci hanno lasciati. Sono persone che mi hanno aiutato a crescere sia professionalmente sia umanamente. Dopo vent'anni è naturale che abbiano sentito l'esigenza di fare un passo indietro e, in questi mesi, abbiamo cercato di capire non tanto chi dovesse guidare PMI, quanto quali dovessero essere le priorità dell'associazione. Le abbiamo sintetizzate in tre direttrici. La prima è informare. Oggi disporre di informazioni corrette e tempestive è fondamentale affinché ogni imprenditore possa compiere le proprie scelte in modo consapevole. Noi rappresentiamo l'industria indipendente italiana e per questo è essenziale essere presenti ai tavoli istituzionali, politici e industriali più importanti. Accanto alla presidenza di Francesca Traini in IMPALA, ci sarà Guendalina Gramitto Ricci, che coordinerà per PMI le attività dell'associazione europea. Continueremo inoltre a essere presenti in Confindustria Cultura Italia. Una prima novità riguarda l’avvicinamento a FIMI per mezzo di due rappresentanti di PMI nel loro direttivo, ovvero il sottoscritto e Filippo Sugar. Non si tratta di una fusione, ma della volontà di condividere informazioni e lavorare insieme sui temi che riguardano l'intera industria discografica. Le problematiche che affrontiamo sono spesso comuni, pur restando alcune specificità proprie del settore indipendente. La seconda direttrice è formare. PMI rappresenta 141 etichette indipendenti e non tutte dispongono degli stessi strumenti per competere sul mercato. La parola chiave della nuova PMI deve essere "competitività": per aumentarla occorre investire nella formazione. Pensiamo, ad esempio, all'intelligenza artificiale. È il grande tema con cui tutti dobbiamo confrontarci. Possiamo ignorarla oppure affrontarla? Prendiamo il caso di piattaforme come Suno, che utilizzano cataloghi musicali per addestrare i propri sistemi senza autorizzazione. È una questione su cui dobbiamo intervenire e, come associazione, possiamo avere una forza contrattuale maggiore rispetto alle singole aziende. Ci sono poi aspetti più tecnici ma altrettanto importanti, come la corretta gestione dei metadati. Ancora oggi troviamo molti brani con codici ISRC incompleti o errati, e questo rappresenta un danno per i cataloghi. Lo stesso vale per il rapporto con le piattaforme digitali: dobbiamo aumentare il nostro peso nei confronti dei DSP, sia per ottenere condizioni economiche migliori sia per discutere modelli di remunerazione più orientati agli artisti. La terza direttrice riguarda la comunicazione. L'industria indipendente è da sempre innovativa nel modo di raccontarsi e promuovere artisti e progetti. Dobbiamo trasferire questa capacità innovativa anche al mondo dell'associazionismo. In quest'ottica proponiamo la realizzazione di uno studio di settore che misuri con precisione il peso dell'industria indipendente in Italia: chi la compone, quali fatturati genera e quale sia il suo reale stato di salute. Per anni si è parlato di una quota di mercato attorno al 25%, ma credo che oggi quel dato meriti di essere aggiornato. Stanno nascendo sempre più realtà imprenditoriali legate direttamente agli artisti, spesso con accordi di distribuzione con le major ma senza essere artisti sotto contratto con esse. Fotografare questa evoluzione sarebbe utile sia per comprendere meglio il mercato sia per attrarre nuove realtà associative. Anche nell'ottica di ampliare la base associativa? Durante gli Stati Generali della Cultura di Confindustria si parlava di circa 3.000 aziende indipendenti attive in Italia. Noi ne rappresentiamo 141, tutte molto importanti, ma è evidente che esiste un ampio spazio di crescita. Uno degli obiettivi di PMI deve essere proprio quello di allargare la propria base associativa. Con quali strategie? L’idea è quella di partire dalla condivisione di competenze concrete. Faccio un esempio: spesso si parla di pitching verso le piattaforme digitali, ma quanti conoscono davvero i processi operativi che ci sono dietro? Confrontarsi con chi ha esperienza diretta può rappresentare un'opportunità di crescita per tutti gli associati. Hai citato le aziende create dagli artisti. Anche il rapporto tra artisti e discografici sembra destinato a diventare ancora più stretto, soprattutto con l'avvento dell'intelligenza artificiale… Credo che oggi sia impossibile immaginare un mondo senza intelligenza artificiale. Tutti, in un modo o nell'altro, la utilizziamo già. Tuttavia è fondamentale regolamentarla e garantire la tutela della creatività umana. Potremmo persino immaginare forme di certificazione che valorizzino le opere realizzate interamente da persone. Il punto centrale è che l'intelligenza artificiale deve essere uno strumento al servizio della creatività, non un suo sostituto. Dobbiamo definire regole e tutele che consentano ad artisti e aziende di governare questi strumenti anziché subirli. E per farlo serve un'azione collettiva. Se ogni azienda si muove da sola, sarà molto difficile ottenere risultati. Spesso si tende a contrapporre artisti e discografici, ma nel mondo indipendente questa contrapposizione ha poco senso. Gli interessi sono profondamente intrecciati. Da direttore di Carosello, il mio obiettivo è sempre stato quello di tutelare gli artisti sotto ogni punto di vista, compresi i nuovi rischi che stanno emergendo. Quando avete iniziato a ragionare sul nuovo direttivo, avete prima individuato i temi e poi le persone. C'è continuità con il lavoro svolto finora? Sì. Quando è emersa la necessità di rinnovare la governance di PMI, inizialmente ero piuttosto titubante. Quando entrai nell'associazione, nel 2010, trovai una realtà molto forte e animata da un profondo spirito associativo. Mi chiedevo se oggi esistessero ancora figure con la stessa disponibilità a mettersi al servizio del settore. Devo dire che mi sono ricreduto. Accanto alle figure storiche, che continuano a essere fondamentali, ho trovato giovani imprenditori preparati, entusiasti e desiderosi di impegnarsi. È stato proprio questo a convincermi ad accettare la candidatura alla presidenza. L'obiettivo è mettere in dialogo queste due anime, quella storica e quella nuova. L'entusiasmo che ho visto nel nuovo direttivo mi ha colpito positivamente e credo rappresenti la base ideale per affrontare i prossimi tre anni di lavoro. L'avvicinamento di PMI a FIMI [per mezzo della presenza nel direttivo della Federazione dello stesso Giovannini e di Filippo Sugar in rappresentanza di Produttori Musicali Italiani, ndr] introduce una novità storica. Già un anno fa sostenevi la necessità di superare la contrapposizione tra indipendenti e major. Come è stata accolta questa proposta? Con grande entusiasmo. Da parte dei presidenti delle major e di Enzo Mazza abbiamo trovato piena disponibilità. Quando ho presentato questa idea all'interno di PMI non ho trovato nessuno contrario. Esiste già una conoscenza reciproca e rapporti professionali consolidati. Personalmente ho ottimi rapporti sia con Enzo Mazza sia con i vertici delle major, e credo che questo valga per molti colleghi del settore. Ci confrontiamo da anni su classifiche, Sanremo e molte altre questioni. Spesso scopriamo di avere interessi comuni. Per questo considero questa collaborazione un valore aggiunto per l'intera industria musicale italiana. È un segnale di maturazione da parte del settore? Lo spero. Siamo un comparto importante, ma non sempre percepito come tale. Continuare a dividerci internamente non ha senso. Le differenze tra aziende esistono e continueranno a esistere, sia tra indipendenti sia tra major. Tuttavia mettere insieme competenze e visioni diverse può solo generare idee migliori per il futuro dell'industria musicale. Negli ultimi mesi ci sono stati cambiamenti al Ministero della Cultura e nel governo. A che punto siete nel dialogo con le istituzioni? PMI ha un ottimo rapporto con Gianmarco Mazzi, che fino a poco tempo fa era sottosegretario alla Cultura e che ha sempre mostrato grande attenzione verso l'industria indipendente. Durante un panel a Sanremo, al quale partecipavo come rappresentante di PMI, proposi l'istituzione di una Music Commission per la Regione Lombardia con l'obiettivo di sostenere il settore musicale e culturale del territorio. La proposta fu accolta con grande interesse. Successivamente abbiamo avviato un confronto con Regione Lombardia e con l'Assessore alla Cultura Francesca Caruso, che si è dimostrata molto attenta alle esigenze del comparto. Il dialogo prosegue e stiamo lavorando per individuare strumenti concreti che consentano alle istituzioni di supportare le imprese musicali e culturali. Su questi temi ho coinvolto anche Enzo Mazza, perché ritengo che iniziative positive per il settore debbano essere condivise e non riservate a una singola associazione. Ci sarà una sostanziale continuità, quindi, con la precedente gestione dell’associazione? PMI parte da basi solidissime grazie al lavoro straordinario svolto da Mario Limongelli. L'ho detto anche in assemblea: io non sono Mario e non potrei replicare ciò che ha fatto. Per questo la mia idea di presidenza è profondamente collegiale. Ho accettato questo incarico perché so di poter contare su persone di grande valore che lavoreranno accanto a me, non dietro di me. Penso all'intero direttivo, ma anche a figure come Luca [Barone, il Segretario Generale, ndr] e Francesca [Cortese, la Responsabile Comunicazione, ndr]. Il lavoro svolto in questi anni da Mario è stato eccezionale e rappresenta il patrimonio da cui partire per costruire il futuro di PMI. “Siamo arrivati a un momento in cui era giusto e naturale fare un passo indietro”, ha aggiunto Mario Limongelli, fondatore di Nar International e primo Past President di PMI: “Dopo vent'anni di lavoro e di crescita, PMI aveva bisogno di una nuova fase di rigenerazione e rinnovamento. Insieme alla squadra che mi ha accompagnato in questo percorso abbiamo raggiunto risultati che un tempo sembravano impensabili, conquistando credibilità e riconoscimento nel mercato”. “Oggi il settore evolve rapidamente: le tecnologie avanzano, i diritti si moltiplicano e serviva una squadra preparata, competente e ambiziosa”, prosegue Limongelli: “Ciò che mi ha colpito maggiormente di questo nuovo gruppo dirigente è proprio l'ambizione di informare e formare gli associati, aiutandoli a comprendere il valore dei propri diritti e a costruire carriere sostenibili nel tempo. Il successo va conquistato, ma soprattutto mantenuto, e per farlo è necessario conoscere e tutelare gli strumenti che lo rendono duraturo. Sono convinto che PMI continuerà a crescere. A livello internazionale emerge con sempre maggiore chiarezza il ruolo centrale delle imprese indipendenti, che rappresentano la maggior parte della produzione musicale. Anche in Italia il mondo indipendente è cresciuto in modo significativo e continua a esprimere una straordinaria vitalità imprenditoriale”. “È fondamentale che le aziende investano nella propria formazione e comprendano il valore strategico del repertorio che costruiscono. Non si può pensare soltanto al profitto: servono professionalità, competenza e passione. Senza questi elementi si perde il vero significato del nostro lavoro”, conclude Limongelli: “Resterò a disposizione del nuovo presidente, del direttivo e dei vicepresidenti per offrire il mio contributo e la mia esperienza. PMI porta con sé una storia lunga vent'anni e un patrimonio di relazioni istituzionali costruito nel tempo. Nei primi passi di questo nuovo percorso sarò felice di supportare la nuova squadra affinché possa continuare a sviluppare e valorizzare quanto è stato costruito. Per guidare un'associazione come PMI servono competenza, passione e cuore, proprio come accade quando si lavora a un nuovo progetto discografico”. Tra i nuovi componenti del Comitato di Presidenza, Marco Guasparri, Head of Management di Artist First, ha espresso gratitudine per l'opportunità ricevuta e per il percorso professionale maturato all'interno del mondo indipendente. “Mi sono formato e continuo a formarmi ogni giorno nel mondo delle realtà indipendenti, un contesto di cui sono molto orgoglioso”, ha dichiarato: “Spero di poter restituire almeno una parte di ciò che ho ricevuto in questi anni di crescita personale e professionale”. Sulla stessa linea Paolo Ceresoli, CEO di Metatron, che ha sottolineato il ruolo centrale dell'imprenditoria indipendente nello sviluppo dell'intero settore musicale. “L'industria musicale indipendente rappresenta il vero motore dell'intero settore musicale”, spiega: “I produttori indipendenti alimentano innovazione e cultura, contribuendo in modo determinante all'evoluzione della musica. Spero che PMI possa diventare la casa di tutti gli indipendenti, dagli emergenti alle realtà più strutturate. Per Roberto Riva, co-founder di Triggger, la sfida principale sarà quella di accompagnare le nuove generazioni della discografia e rafforzare la capacità del comparto di fare sistema. “La nuova PMI raccoglie un'eredità importante costruita negli anni precedenti e ha il compito di svilupparla ulteriormente, rafforzandone le solide fondamenta e svolgendo un ruolo sempre più concreto di rappresentanza e supporto per il settore”. A evidenziare il valore strategico delle imprese indipendenti è stato anche Luca Barone, storico Segretario Generale di PMI, che ha richiamato l'importanza di una maggiore consapevolezza del ruolo svolto dalle realtà indipendenti nel mercato musicale italiano: “Le aziende indipendenti hanno un futuro straordinario davanti a sé e rappresentano già oggi il luogo in cui nascono nuovi talenti e nuove idee, contribuendo al rinnovamento culturale dell'intero panorama musicale italiano”. Tra le priorità individuate dal nuovo Consiglio Direttivo emerge con forza il tema della formazione. Luca Cecchi, membro del Consiglio Direttivo di PMI e Label Director di NAR International, ha evidenziato come la crescita del numero di operatori indipendenti renda necessario un importante lavoro di accompagnamento e supporto. “Abbiamo una squadra giovane, forte e rappresentativa, composta da professionalità e competenze complementari che insieme formano un gruppo coeso ed efficace”, spiega: “Ereditiamo una PMI prestigiosa, rispettata e credibile, e abbiamo la responsabilità di proseguirne il percorso. Oggi il mercato è più indipendente che mai: c'è grande fermento e nascono continuamente nuove realtà. Proprio per questo sarà fondamentale accompagnare i nuovi produttori musicali indipendenti, fornendo loro strumenti, competenze tecniche, legali e amministrative per affrontare il mercato in modo consapevole e valorizzare al meglio il proprio lavoro. Accanto alla crescita economica, dovremo continuare a promuovere l'identità culturale che PMI ha costruito negli anni. I produttori indipendenti operano ogni giorno con passione, assumendosi rischi imprenditoriali importanti e contribuendo concretamente allo sviluppo del settore. In questo contesto, il rapporto con le multinazionali deve essere visto sempre più come una forma di integrazione e collaborazione, piuttosto che di contrapposizione. Tra le sfide che ci attendono c'è anche quella dell'intelligenza artificiale, che dovrà essere affrontata con grande attenzione per garantire la tutela del copyright e dei diritti dei produttori e degli artisti”.