La notizia della decisione del presidente Trump, che aveva imposto unilateralmente (tramite il consiglio di amministrazione da lui nominato) di ribattezzare la storica istituzione "Donald J. Trump Kennedy Center", e i relativi premi "Trump Kennedy Center Honors", aveva suscitato proteste in tutta l'industria musicale e culturale americana. Un comitato democratico aveva presentato una causa presso il tribunale di Washington per impedirlo, ma troppo tardi: l'insegna sulla facciata era già stata modificata. Qualche settimana fa, però, il giudice aveva dato ragione ai querelanti, imponendo di rimuovere il nome di Trump dalla facciata e da tutte le comunicazioni inerenti il Kennedy Center. Il consiglio di amministrazione aveva presentato appello, ma anche la corte d'appello ha confermato la decisione: il nome di Trump va rimosso definitivamente. Festeggiano le associazioni promotrici della causa, ma potrebbe non essere finita qui: il presidente degli Stati Uniti ha infatti dichiarato che ordinerà al Dipartimento del Commercio di trasferire le competenze relative al Kennedy Center direttamente al congresso, che in quel caso potrebbe avere facoltà di decidere un nuovo cambio di denominazione. Non solo: da luglio 2026 il centro avrebbe dovuto chiudere per lavori di ristrutturazione e "completo rinnovamento" della durata di due anni, sempre decisi da Trump. Per ora la decisione del tribunale ha bloccato anche questo, ma sarebbero già allo studio manovre per aggirare la sentenza.