La notizia è stata riportata da 404 Media, una testata americana specializzata in tecnologia e nuovi media: Suno, la più celebre società di intelligenza artificiale generativa in ambito musicale, sarebbe stata vittima di un hackeraggio nel 2025. Perché, quindi, la notizia emerge solo adesso? Semplice: perché a quanto pare gli hacker stessi si sono messi in contatto con l'autore dell'articolo, Jason Koebler, per condividere con lui ciò che hanno scoperto scandagliando senza permesso i sistemi della società. Ne è emerso che, oltre ai dati personali e di pagamento degli utenti della piattaforma, gli hacker avrebbero trovato le prove che Suno avrebbe addestrato i suoi modelli tramite l'utilizzo di miloni di canzoni prese da YouTube e Deezer, liriche tratte da Genius e numerosissime music library. Una vicenda che, se dimostrata, potrebbe portare ulteriori problemi legali all'azienda, che è già stata in causa con numerosi soggetti ed enti dell'industria musicale. Al momento un portavoce di Suno ha rilasciato una dichiarazione a Pitchfork a commento dell'intera vicenda: "Nel novembre del 2025 ci siamo resi conto che eravamo stati vittima di un piccolo incidente di sicurezza, che è stato subito arginato. Ai tempi abbiamo condotto un'indagine e verificato che i dati coinvolti erano soprattutto derivanti da materiale non più in uso a Suno, e che nessuna informazione sensibile era stata compromessa. Non abbiamo accesso ai numeri completi delle carte di credito dei nostri utenti, peraltro". La domanda ora è: al di là della privacy dei singoli utenti, YouTube, Genius, Deezer e gli autori delle canzoni utilizzate vorranno agire in merito?