Una proposta di class action depositata il 24 luglio presso la Corte Distrettuale del Massachusetts, dove Suno ha sede, accusa la società leader nel settore della GenAI musicale di non aver protetto adeguatamente i dati personali di 55,3 milioni di utenti esposti in una violazione informatica resa nota la scorsa settimana ma emersa nove mesi dopo i fatti. Secondo la causa, i dati sottratti comprenderebbero nomi, indirizzi fisici, email, numeri di telefono, cronologia degli acquisti e numeri parziali di carte di pagamento con date di scadenza. Il querelante ad aver preso per primo l’iniziativa è Alec Pilavian, cliente di Suno residente in Florida, che punta a rappresentare tutti gli utenti statunitensi coinvolti. Nei documenti depositati in tribunale sostiene che Suno "non ha fornito, e non sembra aver fornito, alcuna notifica riguardo alla violazione dei dati" e che avrebbe privilegiato il profitto ricorrendo a misure di sicurezza inadeguate. "Stiamo esaminando questo reclamo”, ha fatto sapere l’azienda in una nota consegnata alla stampa americana: “La fiducia è alla base di qualsiasi prodotto che le persone utilizzano quotidianamente e prendiamo molto seriamente la salvaguardia della sicurezza dei dati della nostra comunità. Nel novembre del 2025, abbiamo subito un incidente di sicurezza che è stato rapidamente contenuto”. A sua difesa, Suno sostiene di non conservare i dati completi delle carte di pagamento né i dettagli dei conti bancari. L'azione legale include accuse di negligenza, violazione di contratto implicito, violazione del dovere implicito di buona fede e correttezza, ingiusto arricchimento e richiesta di accertamento giudiziale: le richieste allegate alla querela - oltre a un risarcimento danni superiore a 5 milioni di dollari - includono un rafforzamento delle misure di sicurezza da parte dell’azienda e almeno dieci anni di servizi di monitoraggio del credito per gli utenti colpiti.