I BTS non candideranno il loro ultimo album, “Arirang”, all’edizione 2027 dei Grammy Awards. In una nota in coreano diffusa sui social, il gruppo ha scritto: “Abbiamo deciso di non presentare candidature ai Grammy quest’anno. Speriamo che la musica possa essere ascoltata e accolta per ciò che è, al di là della regione o della lingua. Grazie ai nostri fan e a tutti coloro che continuano a sostenerci”. La comunicazione non entra nei motivi del ritiro, ma arriva subito dopo la revisione delle categorie annunciata dalla Recording Academy: per il 2027 sono attese 100 categorie, tra cui la nuova Best Asian Pop Music Performance, pensata per riconoscere “l’eccellenza artistica nelle performance di pop asiatico originarie o ampiamente riconosciute nei mercati asiatici”, inclusi K-pop, J-pop e C-pop. Secondo diverse testate nazionali, in Corea del Sud la nuova categoria ha già attirato critiche come “una forma di segregazione che mette gli artisti asiatici ai margini dei premi principali”. Il contesto aiuta a leggere la scelta: i progetti solisti dei BTS e le candidature inviate da Stray Kids, Tomorrow X Together e altri non hanno ottenuto nomination ai Grammy 2024, mentre nel 2025 gli artisti K-pop sono rimasti ancora a quota zero. Hybe, citata da media regionali, ha precisato che non si tratta di “un boicottaggio a livello aziendale”, lasciando quindi aperta la possibilità di una ricomposizione con la Recording Academy. “Mi rattrista apprendere che i BTS hanno scelto di non partecipare ai Grammy Awards quest'anno, ma come artista musicale capisco e rispetto la loro decisione”, ha fatto sapere Harvey Mason Jr., CEO della Recording Academy, in un post pubblicato sulla propria pagina Instagram personale: “La categoria Asian Pop è stata creata per celebrare la profondità, la diversità e la straordinaria crescita dell'arte pop proveniente dall'Asia. Lo spirito di questa nuova categoria è quello di dare particolare risalto a questi importanti artisti. Avere più categorie significa che il lavoro di un maggior numero di artisti viene riconosciuto. Non si tratta di dividere, ma di ampliare la platea di artisti riconosciuti dai nostri 15.000 votanti dei Grammy”. “Mentre continuiamo ad ampliare la nostra portata, il numero dei nostri membri e i nostri premi, a prescindere dalla geografia o dalla lingua, voglio sottolineare che continueremo ad ascoltare la comunità musicale globale e a impegnarci per onorare e celebrare tutti gli artisti la cui musica emoziona il mondo”, ha concluso Mason.