Sta andando oltre il semplice incidente diplomatico la frizione tra BTS e Recording Academy, l’istituzione che rappresenta la discografia americana che organizza i Grammy Awards. Dopo il rifiuto, da parte delle superstar dei K-pop, di candidare il loro ultimo album, “Arirang”, alla prossima edizione della music’s biggest night, e la garbata replica del CEO dell’Academy, Harvey Mason Jr., dichiaratosi “rattristato” dalle scelta della band di Seul, la crisi pare essere entrata in una nuova fase. I video delle performance dei BTS non sono più disponibili sul sito dei Grammy né sul canale YouTube della Recording Academy, mentre restano online sull’account YouTube del gruppo. La rimozione, segnalata inizialmente da fan del gruppo e poi ripresa da media sudcoreani, è stata da molti interpretata come un ulteriore segnale di escalation, benché di difficile interpretazione: ammesso e non concesso che il takedown sia conseguente alla rinuncia di HYBE di candidare “Arirang” ai prossimi Grammy Awards, resta da capire se la scelta di oscurare i contenuti sia stata deliberatamente presa dai gestori del canale, e quindi dall’Academy, o sia stata richiesta dallo stesso management dei BTS. In attesa di dichiarazioni - se non distensive, almeno ufficiali - dalle parti interessate, a occupare la scena, dal punto di vista della comunicazione, è l’Army, la fandom organizzata globale dei BTS, che sta inondando i canali social dell’Academy di messaggi dai toni decisamente duri. Una tendenza, sottolineano gli osservatori americani, non troppo rassicurante in vista dei Grammy 2027, soprattutto alla luce del mancato arresto dell'emorragia di ascolti registrato in occasione della passata edizione.