Non solo gli artisti, ma anche le aziende e le entità istituzionali che animano il settore musicale e culturale italiano hanno ricordato Francesco Guccini, scomparso oggi - giovedì 6 agosto - all’età di 86 anni. Alla notizia della scomparsa, la Camera ha ricordato l'artista con un applauso. "La presidenza si associa alle condoglianze alla famiglia", ha dichiarato in aula la Presidente di turno Anna Ascani. "Esprimiamo il nostro massimo cordoglio e emozione per la scomparsa del cantautore Francesco Guccini", ha aggiunto - come riferisce l'edizione online del Corriere della Sera - Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura della Camera: "Certamente di idee diverse dalle nostre, è riuscito con la forza dei suoi testi e della sua musica a unire intere generazioni aldilà delle appartenenze. Parliamo di vere e proprie poesie in musica che hanno raccontato la storia umana e gli umani sentimenti. In autunno proporrò un evento commemorativo alla Camera, come fatto con De Andrè e molti altri protagonisti della musica italiana, per consegnare la Medaglia della Camera in memoria". "Francesco Guccini ha interpretato inquietudini e ideali di generazioni di italiani. E io ho amato profondamente la sua musica e le sue canzoni", ha fatto sapere, per mezzo di una comunicazione ufficiale da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni: "Conosco a memoria molti dei suoi testi. Splendidi, poetici, lirici. 'Cirano' e 'Cristoforo Colombo' sono tra le composizioni più belle e profonde della musica italiana, e io gli sono grata per il contributo che ha dato alla mia formazione ideale. Continuerò a cantare le sue canzoni, e a ringraziarlo per averci regalato delle emozioni". "Uno dei maggiori interpreti della canzone d'autore italiana, meritevole di un ricordo unanime al di là di qualsiasi strumentalizzazione politica", ha fatto sapere il Ministro della Cultura Alessandro Giuli in una nota: "Sentimenti, ricordi, vicende individuali e collettive, ciclicità e inesorabilità del tempo, interrogativi profondi sulla vita e sulla morte hanno caratterizzato le sue canzoni, che rimarranno tra i beni culturali nazionali". "Quel giorno è arrivato e così le nostre lacrime, le lacrime di Bologna e dell'Italia intera", ha scritto sui propri canali social Matteo Lepore, primo cittadino del capoluogo emiliano, dove - in occasione delle esequie (che saranno celebrate in forma strettamente privata, per volere della famiglia), sarà proclamato il lutto cittadino: "Per noi sei stato un compagno di strada, una coscienza critica, una presenza, un amore, la rabbia e la rivolta, una piazza piena, sei stato il sapore della terra e delle radici, il sogno, la musica, la potenza della parola, la nostalgia, il desiderio". "Oggi l’Emilia-Romagna perde il suo grande Maestro", hanno aggiunto Michele de Pascale, Presidente della Regione Emilia Romagna, e l'assessora regionale alla cultura Gessica Allegni: "La scomparsa di Francesco Guccini addolora profondamente e provoca in tutti noi una sentita commozione. Guccini è stato uno dei nostri più grandi artisti, cantautore, scrittore, illuminato intellettuale, capace in modo unico di cantare e raccontare la nostra terra, le persone, le bellezze e le nostalgie delle storie di ognuno. Generazioni sono cresciute con la profondità dei suoi versi a segnare momenti della propria vita e della società attorno, facendosi ispirare dal suo sguardo poetico, fine, impegnato, unico nel cogliere le sfumature, tra sogni, paure, speranze, malinconie, quelle che ci uniscono tutti e tutte". “Nessuna sintesi può riuscire a dire chi è stato il Maestrone per chi lo ha ascoltato, seguito, letto, amato”, si legge in una nota pubblicata da SIAE sul proprio sito ufficiale: “Ci ha parlato di tutto, della sua e della nostra infanzia, dei mostri e dei sogni, di profumi e di ricordi, di paesi che ti accompagnano tutta la vita come cartoline, di princìpi sacri per cui vale la pena lottare sempre e a dispetto del risultato, di impegno politico e sociale, delle ipocrisie con cui si scontra chi fa il proprio mestiere con lealtà, dell’Amore e delle sue contraddizioni, della fatica per conquistarlo, della fatica di mantenerlo, della bellezza di osservarlo e di identificarsi con l’oggetto amato, di quello che attraversa le generazioni di una famiglia, della difficoltà di crescere, della bassezza umana e della grandiosità dell’individuo, degli amici che se ne vanno, di città mitiche, di desideri che attraversano tutta l’esistenza, di inutili cantanti e di pubblici ammaestrati, dei simboli che cambiano significato mentre la vita ci scorre accanto e dentro, accompagnata dalle parole di Rostand, Cervantes, Dylan, Barthes e Borges, Dante a memoria, Gozzano, Montale”. La collecting ha annunciato “una cerimonia commemorativa” programmata per il prossimo mese di settembre in occasione della quale sarà ricordato “l'autore delle canzoni che ci hanno insegnato a osservare la vita”. “Ti porteremo sempre con noi, tra una storia raccontata bene, un bicchiere alzato, un sorriso e un ricordo che ci farà sorridere prima ancora di farci commuovere”, ha postato, sui propri canali social ufficiali, Nuovo IMAIE: “Ciao Francesco”. "Attraverso i testi delle sue canzoni, Francesco Guccini ha dato voce alle inquietudini e alle speranze di intere generazioni", ha scritto, sulle proprie pagine social, Anna Maria Bernini, Ministro dell'Università e della Ricerca: "Ha sempre sostenuto che il dubbio non è una debolezza, ma il primo passo della conoscenza. Perdiamo un grande intellettuale, e Bologna uno dei suoi figli più autentici. L'università, che fu per lui luogo di studio ma anche di insegnamento, perde un maestro capace di trasmettere il valore del pensiero critico. Mi piace pensare che, negli anni a venire, ci sarà sempre qualche ragazzo che scoprirà una sua canzone e capirà che la cultura non serve a dare risposte facili, ma ad avere il coraggio di porsi le domande giuste. E questo, forse, è il modo più bello per restare. Mi stringo in un commosso abbraccio ai suoi cari e a tutti coloro che gli hanno voluto bene". "Per noi del Club Tenco Francesco Guccini non era solamente un cantautore. Era un punto di riferimento assoluto, uno dei primissimi che ha creduto nella forza visionaria dell'idea di Amilcare Rambaldi: presente già prima della rassegna e della nascita del Premio Tenco, molto generoso in tutti questi anni", ha dichiarato - per mezzo di una nota ufficiale - la storica associazione dedicata alla musica d'autore: "Con alcuni di noi il rapporto era diventato un legame profondo e fraterno. Dell'intellettuale e del cantautore sappiamo tutto: ha rivoluzionato la direzione della canzone italiana, ha creato una dignità letteraria che prima era messa in discussione, perché la canzone sembrava un'arte di serie B. Francesco Guccini è stato un artista straordinario, che ha abbracciato tutte le potenzialità della canzone: da quella di lotta a quella intima, dagli americani ai francesi, lui è stato un raccordo e un caleidoscopio di capacità artistiche. Il Club Tenco non sarebbe stato lo stesso senza Francesco Guccini: La nostra gratitudine è immensa, il nostro dolore incolmabile".