Con un post pubblicato sul proprio blog aziendale, Suno ha annunciato importanti novità riguardanti la propria piattaforma di GenAI musicale. La società ha fatto sapere di essere pronta a presentare “a breve” “una nuova generazione di modelli, sviluppati in collaborazione con l'industria musicale”. “Questi modelli sono migliori di qualsiasi altro prodotto che abbiamo mai realizzato, sotto ogni punto di vista”, ha promesso l’azienda: “Nei primi test, hanno dimostrato di generare output più velocemente, offrire un audio di fedeltà superiore e un controllo sulla musica senza precedenti”. Il lancio della nuova release della GenAI - e la contestuale dismissione “di tutti i modelli precedenti” - coinciderà con una nuova policy riguardante i download, che - a partire dal prossimo 3 settembre - saranno limitati a 7 (per sempre) per la versione gratuita del modello, a 20 al mese per quella Pro e a 60 al mese per quella Premier. Gli utenti di Suno Studio, la suite di produzione dedicata ai professionisti, non avranno alcuna limitazione. “Con la crescita della nostra piattaforma, limitare i download renderà più difficile per i malintenzionati esportare musica in massa”, ha spiegato Suno: “Introduciamo limiti di download per garantire che la nostra piattaforma venga utilizzata per la creazione musicale intenzionale, consentendo al contempo a tutti di creare, remixare, ascoltare e condividere su Suno”. Benché tra Suno e Universal Music sia ancora in corso una vertenza - l’unica major che, al momento, ha raggiunto un accordo con la società di Cambridge, Massachusetts, è Warner Music - il limite dei download annunciato in queste ore dalla piattaforma va in direzione del walled garden evocato da Michael Nash, Executive Vice President e Chief Digital Officer di UMG, all’inizio dello scorso febbraio. “Il concetto [di walled garden] - spiegò Nash - è quello di impostare tramite l'intelligenza artificiale un componente del servizio per un'interazione profonda con gli artisti e i contenuti, ma non di creare derivati che poi si prendono dalla piattaforma e si pubblicano sui social, su Spotify, Amazon Music e Apple Music”. A proposito di piattaforme, sempre in queste ore Spotify ha annunciato l’introduzione di un sistema di labelling degli artisti AI che sarà reso operativo a partire dalla metà del prossimo settembre.