In un documento depositato presso la Corte Distrettuale del Massachusetts nell’ambito della causa intentata da Universal Music e Sony Music, Suno ha riconosciuto di aver ottenuto audio da YouTube per addestrare il proprio modello di GenAI: l’azienda fondata e guidata da Mikey Shulman, tuttavia, ha contestato la legittimazione delle due major a promuovere nei suoi confronti una contestazione legata allo stream ripping. Al centro della disputa c’è l’uso, senza autorizzazione secondo i querelanti, di contenuti audio protetti per sviluppare strumenti musicali basati sull’AI. L’ex startup sostiene che il proprio impiego del materiale rientri nei confini della legge, e che i diritti fatti valere dalle controparti nella vertenza non siano sufficienti per sostenere questo tipo di azione. Suno non ha chiarito pubblicamente se abbia tentato di ottenere licenze o permessi prima di usare quei dati. Il caso è decisamente rilevante per l’intero settore musicale e tecnologico, perché potrebbe incidere sul perimetro entro il quale le aziende di AI operano al fine di trovare contenuti audio messi a disposizione dai DSP per l’addestramento dei propri modelli generativi.