La parabola di Character.AI, una delle startup simbolo della prima ondata dell’AI generativa, si è sviluppata in poco più di due anni tra valutazioni miliardarie, nuovi finanziamenti, un accordo da 2,7 miliardi di dollari con Google e, infine, il ricorso al Chapter 11 negli Stati Uniti (ossia, la procedura di amministrazione controllata). È uno dei primi segnali di sfoltimento e consolidamento di un’arena competitiva troppo affollata per remunerare investimenti miliardari che non possono attendere anni per ritorni, oggi, ancora incerti. Nel marzo 2023, Rockol MusicBiz aveva raccontato la società in due occasioni. In un primo articolo descriveva il chatbot capace di simulare conversazioni con personaggi comeBillie Elisi e Kanye West, in una fase in cui Character.AI era valutata circa un miliardo di dollari. Poco dopo, la startup aveva annunciato un round da $ 150 milioni guidato da Andreessen Horowitz. Il passaggio successivo è arrivato nell’agosto 2024. Google ha pagato $ 2,7 miliardi per ottenere una licenza non esclusiva sulla tecnologia di Character.AI e riportare in azienda i fondatori Noam Shazeer e Daniel De Freitas. In seguito all’accordo, Character.AI ha rinunciato allo sviluppo dei propri foundation model per concentrarsi sul prodotto. A circa due anni dal maxi-accordo con Google, però, la società ha avviato una procedura di Chapter 11 negli Stati Uniti e messo in vendita i propri asset. Character.AI ha spiegato di essere arrivata a questa decisione dopo un periodo segnato da difficoltà legali, regolatorie e operative. La piattaforma resta per ora attiva, ma potrebbe essere chiusa se dal processo di vendita non emergesse un’offerta in grado di garantirne la continuità.