La sua sorte è stata decisa dall'industria, e pochi tra i teenagers di fine secolo lo hanno mai acquistato, ma gli appassionati non vogliono adeguarsi, e continuano a comprare il caro vecchio vinile. Un articolo del "Grammophone Magazine", rivista che guida la reazione in tema di supporti fonografici, parla di un mercato ancora vivo, capace di attestarsi nella sola Gran Bretagna sulle 12.000 copie vendute a settimana contro tutto e tutti. «Del resto, è noto agli esperti di musica che il vinile ha una ricchezza e un calore sonoro che la maggior parte dei compact disc non è mai riuscita a riprodurre», dichiara l'editore della rivista.