Dovrebbe riaprire a giugno, a seguito di imponenti lavori di ristrutturazione costati quasi 30 milioni di sterline, uno dei siti storici del rock londinese. E in previsione della nuova inaugurazione i gestori dell’impianto hanno lanciato un appello al pubblico invitando chiunque ne sia in possesso a fornire articoli e “memorabilia” di ogni genere legati alla storia del locale: poster, volantini, biglietti di concerti, fotografie, filmati, dischi, ritagli stampa e altri materiali destinati ad arricchire il museo che, insieme a una nuova sala da concerti e a un centro di attività ricreative riservato ai visitatori, fa parte del nuovo complesso. <br> La Roundhouse, così chiamata per la sua inconfondibile forma circolare e ubicata nella zona settentrionale di Londra nei pressi della stazione della metropolitana di Chalk Farm, venne costruita nel 1846 e utilizzata inizialmente come sala manutenzione macchine e punto di snodo dei treni a vapore che collegavano le stazioni di Euston e Camden. Dopo avere ospitato per lungo tempo le note distillerie di gin Gilbey’s, negli anni ’60 diventò uno dei punti focali del nascente rock psichedelico, organizzando concerti di artisti come Rolling Stones, Who, Pink Floyd, Led Zeppelin, Jimi Hendrix e Doors (unica esibizione inglese, il 6 settembre 1968); nei secondi anni ’70 si trasformò in un tempio del punk frequentato, tra gli altri, da Patti Smith, Blondie e Ramones (mentre gli Stranglers vi registrarono gran parte del loro “Live (X-cert)”).