Il network peer-to-peer Freeazzurra, diventato talmente popolare da smerciare gadget con il proprio marchio e vendere spazi pubblicitari sul proprio sito Internet (www.freeazzurra.com), non esiste più: posto sotto sequestro e smantellato dal nucleo regionale della Guardia di Finanza di Milano in collaborazione con FPM, l’organo antipirateria dei discografici, al termine di un’indagine a largo raggio che si è estesa a cinque regioni italiane portando alla denuncia di oltre cinquanta persone tra cui 25 “uploader”, alla chiusura di due siti Internet nonché di tre Web radio clandestine, al sequestro di 15 server, di 200 milioni di file (musica, film e software) e di migliaia di cd e dvd masterizzati venduti al pubblico dai gestori della rete. Un’operazione simultanea condotta dal nucleo provinciale della GdF di Brescia contro la community Darkbios, collegata alla piattaforma p2p DirectConnect, ha portato alla denuncia di altri 5 “uploader” e al sequestro di altri server (3); complessivamente le forze dell’ordine hanno confiscato anche oltre 70 personal computer e più di 60 hard disk contenenti file illegali, rinvenendo nel corso delle indagini anche materiale pedo-pornografico. <br> Con queste ultime azioni, che si collegano ad analoghe iniziative antipirateria sul piano internazionale, i procedimenti penali e civili intrapresi in Italia contro gestori e utilizzatori di piattaforme illegali peer-to-peer salgono a più di duecento.