Attenzione, la minaccia asiatica non riguarda solo la pirateria e le contraffazioni: persino il cuore creativo della discografia e delle altre industrie culturali è a rischio, man mano che Cina e paesi limitrofi sviluppano nuove competenze e professionalità nei rami tecnici e produttivi. L’allarme riguarda specificamente il music business (ma non solo) britannico, motore dell’export e ingranaggio importante del sistema economico nazionale, e viene lanciato da uno studio condotto dall’organismo pubblico Nesta, il Fondo Nazionale per la Scienza, la Tecnologia e le Arti che finanzia programmi educativi, innovativi e di investimento nei settori industriali creativi (musica, cinema, televisione, pubblicità, design, giochi per computer e così via). Secondo la ricerca, le esportazioni musicali inglesi sono in calo del 20 % e diversi posti di lavoro nel settore sono a rischio in conseguenza della accresciuta competitività dei paesi asiatici. <br> “Corriamo il pericolo di perdere terreno nei confronti di nuovi centri creativi che stanno perseguendo strategie aggressive per sviluppare i loro mercati” ha spiegato l’amministratore delegato di Nesta, Jonathan Kestenbaum, cercando anche di fornire una soluzione: “Ci vuole un cambio di passo, eccellenza creativa e successo commerciale sono altrettanto importanti. Il governo e organizzazioni come la nostra devono incoraggiare lo sviluppo di aziende capaci di competere su scala mondiale e un più ampio sfruttamento dell’innovazione”.