Riprendono i lavori alle Camere "ridisegnate" dalle ultime elezioni politiche, e la maggiore associazione dei discografici italiani (in termini di quota di mercato) ne approfitta per rilanciare una proposta di legge di settore modellata su quella che dal 2001 disciplina l’editoria: cinque brevi articoli che, informa una nota diramata dalla federazione, sono già stati trasmessi ai suoi “contatti istituzionali” per sensibilizzarli sull’argomento e accelerare l’avvio di un auspicabile dibattito parlamentare. <br> I punti chiave del piano normativo anticrisi elaborato da FIMI riguardano temi di cui da tempo si discute tra addetti ai lavori: rilancio della produzione discografica sfruttando le opportunità offerte dai nuovi media, promozione della musica italiana all’estero, misure di defiscalizzazione per le imprese che investono nella ricerca e nello sviluppo di nuovi talenti. Più in dettaglio, l’organizzazione di categoria propone un contributo forfetario annuo di 20 milioni di euro per la digitalizzazione dei cataloghi e l’incremento dell’offerta musicale on-line (ma anche per la realizzazione di video musicali di rilievo artistico-culturale), la creazione di un ufficio per la promozione della musica italiana all’estero da costituirsi presso il Ministero dei Beni Culturali con l’inclusione di membri “tecnici” e politici (c’è già anche un nome: Promitaliamusica), l’introduzione di un credito d’imposta del 5 per cento sugli investimenti sostenuti da qui alla fine del 2008 per spese di registrazione e promozione di nuovi artisti e l’ammodernamento tecnologico-digitale delle strutture di produzione e distribuzione. <br> “Ci auguriamo che le forze politiche vogliano considerarla come un buon punto di partenza per la formulazione di una legge che, in questo caso, riguarderebbe la discografia e non l’intero settore musicale. Viste anche le negative esperienze delle precedenti legislature, abbiamo preferito concentrare gli sforzi sul nostro settore specifico formulando una bozza più snella e di contenuto prevalentemente economico-finanziario”, ha spiegato a Rockol il presidente FIMI Enzo Mazza: modifiche all’Iva, quote radiofoniche protette e musica dal vivo, dunque, saranno eventualmente materia di altri provvedimenti.