John Hillman, ex manager di Jimi Hendrix, non può accampare diritti sulle esibizioni e registrazioni effettuate dal leggendario chitarrista di Seattle nel corso della sua breve e folgorante carriera: lo ha decretato l’Alta Corte di Giustizia inglese, accogliendo il punto di vista della fondazione gestita dai familiari ed eredi del musicista, Experience Hendrix. “Faremo affidamento su questo giudizio per proteggere i nostri diritti nei confronti di chiunque altro faccia un uso non autorizzato di canzoni e incisioni di Jimi basandosi sullo stesso genere di pretese” ha commentato la sorellastra dello scomparso musicista, Janie Hendrix, pensando probabilmente a chi, come Lawrence Miller (titolare dell’etichetta Purple Haze Records) continua a sfornare regolarmente “live” hendrixiani in virtù di licenze acquisite dallo stesso Hillman. Nel dicembre del 1966 quest’ultimo aveva messo sotto contratto Hendrix con una sua società di management, Yameta (vedi News): secondo il tribunale, però, le clausole di quell’accordo non gli conferiscono nessuna potestà sulla musica eseguita in concerto o registrata dal musicista. Per la Experience Hendrix si tratta di una vittoria legale importante, anche in vista di prossimi sfruttamenti cinematografici del repertorio (in particolare la cinebiografia a cui sta lavorando il regista Quentin Tarantino, vedi News).