Il sito Web russo Allofmp3.com, che continua imperterrito a vendere tutti gli album best seller del momento sotto forma di file audio non autorizzati e a prezzi variabili tra uno e due dollari o poco più (contro i 9,99 standard dei negozi on-line legali) resta una spina nel fianco della discografia mondiale, tanto da mettere a rischio anche i rapporti commerciali tra l’ex stato comunista e i paesi del blocco occidentale (vedi News). E siccome i tribunali e le autorità locali non riescono, o non vogliono, interromperne l’attività, la potente organizzazione inglese dei discografici, BPI (British Phonographic Industry), ha deciso di provare a fermarlo appellandosi alle leggi sul copyright in vigore nel Regno Unito. “Il nostro ricorso ai tribunali inglesi”, ha spiegato il legale dell’associazione Roz Groome durante un’udienza in Parlamento, “non è rivolto contro gli utenti di Allofmp3.com ma contro il sito stesso, che non compensa in alcun modo né gli artisti né le case discografiche e le cui pretese di legittimità sono assolutamente infondate”.