L’industria musicale e “creativa” in genere rappresenta tuttora un settore strategico per l’economia britannica, e il governo Blair comincia a porsi il problema del ricambio generazionale dei quadri dirigenti delle imprese culturali: tanto da aver deciso di destinare alla loro formazione fondi pubblici per un valore di 12 milioni di sterline, equivalenti a circa 17,6 milioni di euro. <br> Il programma di “sostegno”, battezzato Cultural Leadership Programme e sponsorizzato dal segretario alla Cultura Tessa Jowell, si articola su un piano di erogazione biennale da parte del Tesoro ed è il primo del suo genere in un paese che ha sempre guardato alla musica come a un settore capace di autofinanziarsi, limitando i suoi interventi economici a frange “deboli” del sistema come le orchestre sinfoniche e jazz. Ora, invece, una parte sostanziosa del budget di formazione dei dirigenti culturali del futuro andrà proprio a finanziare etichette, imprese e individui che lavorano in questo ambito, con circa 2 mila beneficiari che verranno selezionati da un comitato di esperti. Potrebbe essere l’inizio, scrive il sito musicale inglese MusicWeek.com, di una collaborazione più stretta e continuativa tra settore pubblico e privato.