Nella battaglia in corso tra le due case discografiche, desiderose di allearsi ma con opinioni diverse riguardo a chi debba prendere il comando delle operazioni, succede anche che qualcuno decida di passare dall’altra parte della barricata. Lo ha fatto scopertamente, con una lettera aperta inviata al quotidiano Financial Times, la Eclectica Asset Management, una società finanziatrice e azionista al 2 % della EMI che, attraverso il suo dirigente Hugh Hendry, ha reso noto di essere decisamente favorevole a un acquisto della casa britannica da parte di Warner, piuttosto che il contrario, manifestando piena fiducia all’attuale vertice dell’azienda americana capitanato da Edgar Bronfman Jr. ”Noi”, scrive Hendry a nome di Eclectica sulle pagine del FT di mercoledì 5 luglio, “sosterremmo fortemente la candidatura di Bronfman a presidente/amministratore delegato di una società derivante dalla fusione perché lui e i suoi soci finanziari hanno già mostrato in passato di sapere produrre valore per gli azionisti”: tanto più, aggiunge, perché lo stesso Bronfman possiede un interesse finanziario molto più forte in Warner di quanto ne abbia l’attuale management EMI nella azienda inglese. Con la sua lettera, Hendry dà anche altri suggerimenti a chi gestirà l’eventuale fusione tra aziende: la nuova società, a suo parere, dovrebbe essere quotata in Borsa tanto a Londra che a New York, ed è sua opinione che i dirigenti dovrebbero fare tutto il possibile per non smembrare gli interessi editoriali del gruppo (EMI Music Publishing e Warner Chappel) resistendo alle pressioni esercitate in tal senso dalle autorità antitrust.